sabato 22 settembre 2012

Il lavoro è schiavitù



È fama tra gli etiopi che le scimmie non parlino di proposito, per non essere obbligate a lavorare.

(J. L. Borges)

10 commenti:

Massimo Caccia ha detto...

Grandissima citazione! Occorre imparare a collocare il lavoro nell'ambito della quotidianità.
Buon fine settimana.

Chumani ha detto...

Credo che abbiano capito tutto molto prima di noi " uomini sapiens"
( le scimmie intendo:))
Ciao, buona domenica.

Rita ha detto...

@ Massimo

Infatti. Il guaio della civiltà (soprattutto occidentale) è di questa divisione netta che c'è tra lavoro e tempo libero e della scansione del tempo in ore lavorative. Non a caso la fabbrica è diventata anche quel luogo di alienazione mostruoso che è dopo l'introduzione dell'orologio. Il calcolo monetario del proprio gesto ha fatto sì che l'uomo stesso presto divenisse unità monetaria.
Non a caso qualsiasi altro lavoro che non sia remunerato non è considerato tale (infatti mai quanto oggi chi cerca di vivacchiare con la propria passione, che sia scrivere, dipingere o altro) viene bistrattato, considerato un parassita, un nullafacente.
Quindi, l'orologio e la divisione tra tempo pagato e tempo libero è ciò che oggi ha ridotto l'uomo alla stregua di merce.

@ Keiko

Ma infatti gli animali non ci tengono affatto ad evolversi come noi, seguono una loro evoluzione differenziata. Che può essere ancora considerata "inferiore" solo da quattro scemi antropocentristi che prendono come parametro la loro intelligenza per giudicare tutte le altre. E invece no, ogni intelligenza di specie segue propri percorsi.
L'antropocentrismo è ciò che ci ha rovinati.
Buona domenica a te carissima. :-)

Zio Scriba ha detto...

Una delle mie citazioni preferite: ha un posto fisso d'onore nella colonnina di destra del mio blog, ed è anche in epigrafe a uno dei tanti romanzi che tengo (per ora :D) "nel cassetto"...

Un abbraccio, carissima!

Rita ha detto...

Lo so, lo so che questa citazione ha un posto d'onore nel tuo blog (la prima volta che sono giunta nel tuo blog, oltre a leggere i tuoi ottimi post e racconti ovviamente, ho dato una letta anche a quella lista per farmi un'idea di che tipo di autori ti piacessero e quali pensieri tu condividessi, quale la tua visione del mondo ecc..
Quindi mi dissi: "questo Zio Scriba mi garba, è uno da seguire". :-)
Ricambio l'abbraccio.

Martigot ha detto...

Ottima citazione :-)

Io non potrei mai sostenere un lavoro che occupa la stragrande maggioranza del mio tempo, morirei.
Lavorare, sì, e lo faccio generalmente con piacere, ma che nessuno mi tolga il mio tempo libero. In fondo è allora che siamo davvero noi stessi, senza imposizioni, scadenze, gente che ti rompe le scatole...

Se rinasco non mi dispiacerebbe essere un gatto ben tenuto, libero di bighellonare tutto il giorno come il mio gamaldo Freud :-)

Volpina ha detto...

Mica sceme loro! :)

Rita ha detto...

@ Martigot

Anche io vorrei tanto rinascere gatto, oppure uccello (ma in un mondo senza cacciatori).

Non tutti i lavori sono schiavitù ovvio, un lavoro che è basato sulle proprie capacità e passioni è meraviglioso. Isabel Allende una volta ha scritto: "ogni uomo ha un dono, felice colui che saprà scoprire qual è", ecco, io penso che ognuno per essere felice dovrebbe svolgere quello che gli riesce meglio, che non significa che non fatichi comunque, o che non debba partecipare nel rendersi utile alla collettività.
In generale io sono del parere che dovremmo lavorare tutti meno ore. Diminuendo le ore, per far funzionare comunque i servizi, servirebbero più assunzioni e quindi si risolverebbe il problema della disoccupazione. Certo, lo stato dovrebbe aiutare chi è disposto ad assumere di più nel senso che, poiché dovrebbe spendere di più a livello di costo personale, magari potrebbe pagare meno tasse. Ma il problema è sempre quello che poi le tasse debbono pagarle pochi per tutti e che c'è l'evasione. Insomma, questione ingarbugliata, ma riduzione ore e più assunzioni secondo me funziona e poi tutti starebbero meglio, meno stressati, più tempo libero ed il benessere del paese ci guadagnerebbe. Ovviamente gli stipendi devono essere proporzionati al costo della vita, altrimenti non bastano.

Masque ha detto...

Questa storia l'avevo trovata anche in un capitoletto della trilogia degli Illuminati, di R.A. Wilson. Pensavo che fosse una sua trovata ma, a questo punto, potrebbe anche essere vera :)

Rita ha detto...

Oppure si è semplicemente ispirato a Borges. :-D

Che poi non è che non lavorino, hanno le loro attività, solo che non sono state così stupide da monetizzarle e, soprattutto, non accumulano le risorse in maniera tale da creare sperequazioni tra chi ha tento e chi meno. Non costringono molti a lavorare per alcuni.
Si dice che l'uomo sia la specie più evoluta. Mah. Creiamo povertà e sofferenza.