martedì 20 maggio 2014

Spot anti-elettorale

Il non-voto non deriva da inettitudine o qualunquismo, è disobbedienza civile.
Votare significa comunque accettare di far parte di un certo sistema sociale, politico ed economico. Chi accetta questo sistema, e vorrebbe solo che a governare ci fossero persone più oneste, più capaci, più interessate al bene della res publica, fa bene ad andare a votare. Chi non accetta questo sistema – e non lo accetta radicalmente in quanto funzionale al mantenimento dello status quo che fonda essenzialmente la sua sopravvivenza nel capitalismo, e in definitiva nella riduzione dell’individuo a merce (anche il voto è merce di scambio) – dovrebbe astenersi.
Il non-voto è un rifiuto dei concetti di istituzioni – all’interno delle quali si esercita il potere sui corpi e sulle menti – e della delega. Per di più l’attuale sistema elettorale non solo consente di delegare altre/i a decidere cosa sia giusto per la collettività, ma anche di eleggere persone senza alcun merito se in grado di ottenere consenso popolare grazie all’appoggio dei media. Se ritenete che tutto ciò sia accettabile perché pensate che sia il minore dei mali possibili, fate bene a recarvi alle urne, ma non giudicate come qualunquista, inetta/o o priva/o di coscienza civica chi decide di astenersi (questo sì di qualunquismo), perché dietro al non-voto possono esserci ragioni ben precise, e non solo disaffezione o mancanza di coscienza civica.  

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3 commenti:

Edo ha detto...

Ben spiegato. Difficile argomentare con qualcuno sul perchè non si vada a votare, hanno già deciso cosa significa -per loro- e non arrivano nemmeno ad ascoltare le tue motivazioni.

Per vederla anche da un altro punto di vista, ho letto non ricordo dove una battuta carina sul: per andare a votare bisogna essere informati, avere coscienza, bla bla bla bla, invece per non andare a votare bastano diciotto anni.
Si dimenticano nella risata (ben congegnata ammetto ;) che la prima parte richiede attributi che non cadono magicamente addosso col voto, ma andrebbero preposte ad esso, pena, io trovo, rendere ancora più ridicolo l'atto.

Crediamo di essere arrivati al punto d'arrivo con quest'idea di democrazia (ah, la parola...) e non cerchiamo nemmeno più qualcosa di meglio. Crediamo basti quello per lavarsi le mani da ogni conseguenza, io voto, faccio il mio dovere, fine dell'impegno.

(Ciao Rita! Sono passato a vedere il tuo blog dai commenti di Martyrs, piacevole scoperta, ti leggerò a ritroso)

Edo ha detto...

Ho visto ora che continuava altrove. Già detto molto bene tutto tu;)

"La prima mossa per decostruire ciò che non ci piace, è smettere di alimentare ciò che la tiene in vita"
Beddu.

Rita ha detto...

Grazie Edo, sono contenta che tu sia passata a trovarmi, dico davvero. :-)

Prima scrivevo di più anche di cinema, ora un po' meno.

Sì, purtroppo molte persone pensano che basti raggiungere la maggiore età per acquisire consapevolezza politica, mentre non solo non è così, ma dipende anche sempre dal significato che si dà alla politica. Per me è qualcosa che si esprime attraverso le proprie scelte quotidiane e non attraverso il voto.

Un caro saluto, a presto.