lunedì 28 ottobre 2013

Lottare contro il complesso d'inferiorità delle battaglie animaliste


Prima di pensare agli animali, pensiamo ai bambini che muoiono di fame.        Con tutti i problemi che ci sono nel mondo, ti vai a preoccupare di salvare uno scarafaggio?  
C’è la crisi, la gente non riesce ad arrivare a fine mese e voi pensate ai crostacei vivi sul ghiaccio?

Quante volte ci siamo sentiti rivolgere queste indisponenti domande? Tante, praticamente sempre.
Di recente è stato coniato un neologismo che va sotto il nome di “benaltrismo” e che sta ad indicare proprio il tentativo di depotenziare alcune problematiche invocando l’attenzione per altre che sarebbero ben più cogenti e urgenti.
Si tratta in realtà di una non argomentazione, alla quale tuttavia ci sentiamo chiamati a rispondere. Attaccati in questa maniera, messi all’angolo, ci troviamo a dover replicare in difesa, quasi a doverci giustificare, ricorrendo talvolta ai cosiddetti argomenti indiretti per nobilitare il tutto, come se inconsciamente soffrissimo di una sorta di complesso d’inferiorità relativo alla nostra battaglia, tale da richiedere a sostegno della sua rivendicazione tutta una serie di motivazioni aggiuntive e correlate.
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13 commenti:

Alessandro C. ha detto...

non ho mai capito perché, per la gente comune, gli animalisti siano quelli che non curerebbero un parente ammalato e che lascerebbero morir di fame i bambini.

Non credo si tratti proprio di un senso di inferiorità morale, quanto piuttosto di un forzato scendere a compromessi logici con gli interlocutori, a cui non frega quasi mai una cippa di cosa pensiamo, ma la cui sensibilizzazione è dannatamente importante per noi.

Erika t ha detto...

Rita ma io lo dico a tutti che sono vegana e spiego le cose che dovremmo spiegare tutti: 1) è in atto uno sterminio di animali 2) essere vegani è possibile e facile.
I miei genitori sono già sulla strada vegetariana, io sono un continuo bombardamento di consigli su cosa mangiare e su quanto fanno bene i vegetali, sono molto molto soft ma allo stesso tempo moooolto persistente :-) Ora sto convertendo una mia amica a essere vegana e lei sta già diventando vegana senza nemmeno passare per il vegetarianismo. Molte persone sono dubbiose sul veganismo perché non sanno come procedere, sta a noi guidarle passo passo con pazienza e dedizione continua.
Erika sta convertendo varie persone , work in progress :-)
Ah poi vieni sul mio blog

Erika t ha detto...

Ad esempio molte persone manco pensano o sanno che esistono altri latti e non solo il latte di mucca.
Quindi la cosa è molto semplice: istruire le persone che al posto del latte di mucca possono mangiare i cereali nel latte di soia o in quello di mandorla o in quello d' avena o nel latte di riso ecc. ecc. Ecco sono piccole cose che a poco a poco convertono le persone!
Fare sempre presente che i prodotti animali sono ricchi di colesterolo, veganismo e vai!

Rita ha detto...

Erika, ma la lotta per la liberazione animale non contempla solo il veganismo e affinché sia efficace gli attivisti devono acquisire sempre maggiore consapevolezza e convincerci che questa lotta non è inferiore a nessun' altra.

Brava comunque per il tuo impegno nel far capire alle persone che mangiare senza crudeltà nei confronti degli animali non umani si può.

Sono passata oggi sul tuo blog, ma ho poco tempo per commentare in questo periodo, scusami. :-)

Rita ha detto...

Alessandro,
sì, capisco che sia importante sensibilizzare ed utilizzare tutti gli argomenti a nostra disposizione, però capisci che se tu usi quelli indiretti (del tipo, mangiare carne fa male alla salute) non sposti di una virgola l'antropocentrismo e lo specismo, né focalizzi il discorso su ciò che ci sta a cuore veramente, ossia la liberazione animale.

Ossia, il senso del pezzo è: noi dobbiamo parlare chiaro, checché ne pensino o dicano gli altri, non dobbiamo avere timore di dire che gli animali ci interessano tanto quanto gli umani e che lottiamo per loro, non per migliorare la nostra salute. Inoltre dobbiamo far capire che l'urgenza della nostra lotta non è secondaria a nessun'altra, ma per far questo bisogna ovviamente pian piano erodere la cultura specista, anche attraverso i piccoli gesti quotidiani.

Erika t ha detto...

I morti animali che fa l' industria della carne non sono paragonabili a qualche animale finito sotto una macchina , ciao

Erika t ha detto...

Ne consegue che il veganismo e il vegetarianismo sono i punti centrali

Rita ha detto...

Certamente Erika, però il discorso è complesso, intendo dire che lo specismo si combatte pure lottando contro il pregiudizio relativo alle altre specie. Pregiudizio che vige anche nel momento in cui riserviamo di una diversa considerazione morale pure riguardo gli animali feriti.

Erika t ha detto...

Scusami però il tuo atteggiamento non mi piace, commento sempre io sul tuo blog e tu mai sul mio, poi mi devo sentir dire che non esiste solo il veganismo, scusa eh ma io mi faccio un c... così per essere vegana e se permetti il veganismo è il 99% di tutto! Io poi non devo accettare lezioni da nessuno e non sopporto dare lezioni ad altri, semmai cerco di cnvertire al veganismo coi fatti

Rita ha detto...

Erika, nessuno ti obbliga a leggere e commentare il mio blog, io non cerco certo di dare lezioni a nessuno, ma semplicemente scrivo riflessioni sull'antispecismo.
Figurati se io intenda sminuire il veganismo, non è questo il punto, semplicemente in questo pezzo ho scritto anche di altro, ossia dello specismo che si combatte non solo attraverso il veganismo, ma anche riservando agli animali non umani una diversa considerazione morale in generale e in ogni contesto, per cui se si trova un animali ferito reputo giusto intervenire così come faremmo per un nostro simile umano. Tutto qui.

In quanto al commentare sul tuo blog, ti ho già detto che ho poco tempo a disposizione, ormai commento raramente i blog altrui, li leggo, ma non intervengo quasi mai.
Ciao.

Erika t ha detto...

Scusami se te lo dico, ma chi ti credi di essere? Qui il tempo per rispondermi lo hai, sbaglio o mi hai risposto anche all' email?? E non hai il tempo per scrivere sul mio blog un semplice: ciao come stai? Ti preferivo prima quando forse eri meno conosciuta , baci

Erika t ha detto...

ah scusa è vero, io non sono una intellettual-chic, sono una trav semplice che non se la tira e che non fa certo meno di te per gli animali e baci ancora

Rita ha detto...

Erika, scusa, ma "ciao come stai?" te l'ho scritto appunto privatamente, visto che ho risposto alla tua email.
Ma quando mai avrei sostenuto che tu non fai abbastanza per gli animali, scusa?
Intellettual-chic io? Non farmi ridere...
Non penso di essere una che se la tira, ma comunque pensa un po' quella vuoi.
Ti avverto però, accetto le critiche, ma non le offese, quindi per quanto io sia paziente, alla prossima che scrivi offendendomi ti cancello il commento. Ciao.