martedì 3 aprile 2018

Ma i vegani cosa danno dai mangiare ai "loro" cani e gatti?


Ogni tanto qualcuno mi domanda cosa dovremmo, da vegani, dare da mangiare ai cani e gatti che vivono con noi.

Dirò la mia, ma non intendo assolutamente polemizzare con chi la pensa diversamente. 
Innanzitutto tra cani e gatti c'è una differenza: i primi possono mangiare vegano perché non sono carnivori obbligati. Proteine vegetali, verdure, cereali integrali possono andar bene; in commercio ci sono anche croccantini e scatolette di umido già bilanciati con tutti i nutrienti. 
I gatti invece sono animali carnivori per necessità. In natura mangerebbero solo piccole prede (uccellini, lucertole, insetti, topini e altri animali di questa taglia). 
Esistono prodotti vegani arricchiti di taurina e altre vitamine di cui necessitano. Alcuni vegani glieli danno. Io ai miei non li do per due motivi: non gli piacciono (ho provato), costano anche molto e, poiché sfamo anche i gatti delle colonie, comunque non potrei permettermele. Poi ho saputo di gatti di miei conoscenti alimentati con scatolette veg che dopo un po' hanno avuto problemi di salute e hanno dovuto ricominciare a mangiare carne. Ma forse dipende dai singoli individui, ci saranno quelli che li tollerano e altri no.

Ma, a questo punto, come la mettiamo con il discorso etico? Come risolvo il mio dilemma? Questa è una domanda che mi fanno spesso: mentirei se dicessi che compro scatolette di pollo per i mici a cuor leggero. No, ogni volta provo disagio, se non vero dolore.

La mia speranza è che commercializzino presto la carne sintetica. Esiste già, è brevettata, ha le stesse proprietà nutrizionali e stessa consistenza e sapore di quella vera degli animali. 
Questo è il mio sogno: non dover più comprare scatolette di pollo ai mici e avere per loro un'alternativa sana e cruelty-free.

Ed ora, un breve concetto che vorrei spiegare a coloro che mi giudicano ipocrita è questo: ognuno, nel lasso di tempo in cui si trova, dovrebbe cercare di fare del proprio meglio in base anche alle possibilità che quel periodo offre. Noi dipendiamo dalla contingenza spazio-temporale in cui ci troviamo. Se fossimo nati duecento anni fa, non ci faremmo queste domande. I cambiamenti sociali e culturali non si verificano di punto in bianco, sono dei processi e spesso molto lunghi.
Per cui, sono sicura che quando spariranno allevamenti e mattatoi, si sarà trovata anche un'alternativa per nutrire cani e gatti. In fondo esiste già, appunto: la carne sintetica. Certamente non faremo morire di fame cani e gatti e non continueremo ad allevare animali solo per sfamarli. 
Cani e gatti vivono con noi da molto tempo; anche quando, come spero, cesserà la loro vendita come animali domestici e anche quando avremo svuotato i canili e gattili, è probabile che resteranno vicini a noi. Ora, poiché è difficile immaginare un ipotetico scenario di questo tipo perché nel frattempo anche la società nel suo complesso sarà cambiata in moltissimi altri aspetti, è anche abbastanza ozioso e superfluo porre ai vegani domande del tipo: "eh, ma come farete con i vostri cani e gatti?". Ozioso non meno di quanto lo sarebbe chiedere oggi che tipo di umanità e situazione ci sarà nell'anno 3000. Certo, si possono fare delle previsioni e la mia è che, appunto, semmai ce la faremo a cambiare il nostro rapporto con gli altri animali e a realizzare una società solidale e non più impostata su rapporti di dominio, allora avremo anche, nel frattempo, trovato una soluzione per coabitare tutti insieme su questo pianeta senza dover dare scatolette di pollo ai gatti. Ma altro non saprei dire.

Mi basta sapere, per acquietar un po' la coscienza, che al momento, in questo presente, lotto affinché scompaia lo sfruttamento sistematico degli animali e affinché cambi la cultura antropocentrica e specista. Sono incoerente perché do da mangiare scatolette di pollo ai mici? Oh, beh, sì. Cerco di fare del mio meglio, come tutti. 
Mi capita anche, involontariamente, di calpestare insetti quando cammino e chissà di quale altro danno sarò responsabile nell'impossibilità di determinare ogni singolo rapporto di causa-effetto di ogni mia singola azione e scelta. Però cerco di non fare del male intenzionalmente e di non finanziare direttamente prodotti che comportano violenza e sfruttamento su altri individui. Per questo non mangio più animali e derivati, non indosso pelle, lana, seta, non vado al circo con animali, zoo, acquari e simili, se vedo qualcuno (umano o non) in difficoltà mi fermo a soccorrerlo, cerco di prestare attenzione in generale alle conseguenze di ciò che faccio, almeno quelle più dirette e prevedibili, mi informo su cosa avviene nel mondo e faccio attivismo in vari modi per portare un po' di informazione e consapevolezza.

Spero che questo confronto possa essere utile a qualcuno.

Nella foto, micio Silvestrino, uno dei gatti che convive con noi.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

beh in natura tutti si divorano l'un l'altro tranquillamente. la legge di natura non è affatto buonista. Jerry

Rita ha detto...

In natura sì, però qui appunto si parlava di gatti che vivono a casa, non più selvatici.