giovedì 27 aprile 2017

Travisamenti per interesse


Li chiamano animali da reddito perché sono finalizzati a produrre reddito.
Come si può pensare che in questa loro destinazione d'uso sia contemplata una qualsivoglia di rispetto? 
Seppur gli possa venir concessa una possibilità di esprimersi etologicamente come - nel caso degli estensivi - pascolare nei prati per poche ore al giorno, è evidente che viene totalmente travisata la comprensione del loro status ontologico: quello di essere individui che vivono per sé stessi e non già per soddisfare i nostri interessi.

martedì 25 aprile 2017

Corpi che attendono di essere liberati


Molto spesso per far capire l'ingiustizia dello sfruttamento degli animali facciamo dei paragoni con la schiavitù umana o con altre forme di discriminazione intraspecie. Però, al di là della logica della similitudine, le persone non arrivano a comprenderne la comune radice e scrollano la testa dicendo: "sì, ma quelle erano persone, esseri umani, non si possono paragonare agli animali".
Questo accade ovviamente per via della cultura specista e dell'opposizione ontologica tra noi e gli altri animali.
Forse, più che fare alcuni paragoni, dovremmo semplicemente far comprendere l'essenza dell'oppressione, ossia il concetto di dominio in sé sui corpi: il biotere che si esprime e che continua ad avere il suo meglio riguardo la questione animale.
Se non facciamo capire bene questo concetto di dominio che travolge tutti, non riusciremo a far comprendere l'ingiustizia dello sfruttamento animale.
E poi, ovviamente, contestualmente, dobbiamo lavorare per far capire CHI sono gli altri animali. Non sono come noi, sono diversi - come ogni individuo poi, peraltro, è diverso da un altro; ciò che è identica è la vulnerabilità dei nostri corpi che subisce il potere di chi li domina per profitto, cultura, tradizione.
È questo che abbiamo in comune con loro.  Nessuno può negare che gli altri animali abbiano un corpo che sente, soffre, percepisce, gioisce del vento e della libertà (quando ce l'ha).

In questo giorno che ricorda la liberazione dal nazi-fascismo, vorrei invitarvi a riflettere su tutti quei corpi che ancora attendono di essere liberati. 

Immagine di Andrea Festa.

lunedì 24 aprile 2017

Gli altri ci osservano


Vedere che ci sono così tante persone che si attivano per salvare o anche solo mettere in sicurezza un animale trovato ferito o in difficoltà, compresi i più piccini come gli insetti, mi dà speranza. 
Sono anche i piccoli gesti come questi che cambiano il mondo perché gli altri ci osservano e riflettono.
Più saremo in tanti a compiere gesti come questi e più appariranno come la normalità. Finalmente una sana normalità.
Abbiamo i neuroni specchio. Se noi riconosciamo un animale come individuo, anche chi ci osserva sarà pian piano portato a farlo.
Questo è anche uno dei motivi principali per cui riprendiamo i camion diretti al mattatoio durante i presidi NOmattatoio. L'altro che ci vede e osserva il nostro dolore, la nostra empatia nei confronti degli animali che vanno a morire, in quello stesso istante, vede anche loro, li vede come individui.
Foto scattata durante uno dei presidi al mattatoio di Roma. 

venerdì 21 aprile 2017

Oltre il muro


Andrea Scanzi, giornalista, scrittore e autore teatrale, vi guiderà con la sua voce in questo viaggio, che ha portato a svelare tremende crudeltà sugli animali, finalmente denunciate ai media nazionali, a milioni di persone e alle autorità preposte al controllo di questi luoghi.
Ad aver realizzato tutto questo è stato il team investigativo Free John Doe, che ha posizionato, durante il periodo di cinque mesi, diverse telecamere nascoste all'interno di un mattatoio in provincia di Frosinone. Per la prima volta in Italia sono stati filmati gli operatori loro insaputa, mentre infierivano con una violenza inaudita su bufalini, vitelli e mucche. Alcune scene sono già state mandate in onda martedì 18 aprile su Rai2, durante l’ultima puntata di Animali come noi, il programma condotto da Giulia Innocenzi.
Il video denuncia "OLTRE IL MURO" mostra immagini indubbiamente molto forti, ma è necessario che vengano divulgate per far conoscere a più persone possibile la terribile realtà di violenza che si cela all’interno di ogni mattatoio, a prescindere o meno dal rispetto del norme vigenti in tema di macellazione.


mercoledì 19 aprile 2017

Con umanità

Spesso si usa l'espressione "con umanità" come sinonimo di compassionevole, con connotazione positiva. 
In realtà il concetto di umanità così inteso, spesso contrapposto a quello di animalità, non è altro che un'invenzione culturale.
"Con umanità" vengono tanto commessi i crimini peggiori e le azioni più aberranti, quanto i gesti più solidali e altruistici.
"Con umanità" è quel che ci caratterizza, nel bene e nel male.
Non esiste un'umanità positiva e un'animalità negativa. Siamo tutti animali, poi noi, nello specifico, apparteniamo alla specie homo sapiens che si contraddistigue per alcune caratteristiche e ci rende diversi da altre specie.

martedì 18 aprile 2017

Solidarietà agli imputati e imputate al processo per l'occupazione di farmacologia


Il 20 aprile del 2013 alcuni attivisti e attiviste del Coordinamento Fermare Green Hill occuparono gli stabulari del Dipartimento di Farmacologia dell'Università degli Studi di Milano.
Lo fecero tramite un'azione non violenta, incatenandosi con i loro corpi alle porte per impedire di essere portati via dalle forze di polizia. 
Quel giorno accaddero tante cose importanti: 
- innanzitutto furono liberati 400 topi e un coniglio: individui senzienti che altrimenti sarebbero stati sottoposti ad esperimenti e poi uccisi e che invece sono stati adottati e hanno potuto vivere nella dignità del riconoscimento del loro diritto alla vita;
- vennero accesi i riflettori su quei luoghi di reclusione dove la vita animale è considerata solo merce di carico e scarico;
- vennero letti e fotografati documenti in cui si parlava di corpi usati come oggetti; corpi, migliaia di corpi numerati, ab-usati, torturati, uccisi; 
- venne avviato un dibattito molto proficuo sulla liceità o meno dell'aberrante pratica della sperimentazione animale: dibattito che ha visto scendere in campo da una parte la visione di coloro che sostengono l'inaccettabilità etica di questa pratica, a prescindere dalle motivazioni, e dall'altra quella dei pro-sperimentazione - dogmatica e paradossalmente antiscientifica, di evidente connotazione para-religiosa pur nella dichiarata apparente laicità; tale è infatti la visione di tutti coloro che, in barba a ciò che una vera scienza dovrebbe fare, ossia mettersi in discussione, anche di pari passo con l'evoluzione morale collettiva, continua a riproporre come un mantra ossessivo la necessità di usare corpi animali per fare ricerca medica. Peraltro assumendo vesti autoritarie e per nulla trasparenti: tali si comportano i ricercatori arroccati nella loro torre sporca di sangue dichiarando che non spetterebbe decidere al popolo su questioni siffatte. Una scienza che non dialoga con la collettività, con la filosofia, con la politica, con i vari settori della cultura umana non è più scienza, ma istituzione autoritaria. 
- fu dimostrato che la disobbedienza civile è ancora una pratica capace di far breccia e di aprire nuovi scenari politico-sociali: chi la mette in atto si assume i rischi della denuncia perché sa che le istanze di giustizia per cui agisce sono di gran lunga più importanti delle leggi in vigore e potrebbero, in caso di sentenza favorevole per gli imputati, fare da apripista per una società più equa.

Per questi motivi chiedo a chiunque abbia a cuore una società più giusta e meno violenta di sostenere tutti questi attivisti che il 28 aprile 2017 - che peraltro è una data storica perché ricorre la liberazione dei cani da quell'altro luogo infernale che era Green Hill - dovranno affrontare la prima udienza di un processo nei loro confronti - intentato dall' Università degli Studi di Milano e Consiglio Nazionale delle Ricerche – Dipartimento di Neuroscienze  - per invasione di edificio pubblico, violenza privata e danneggiamento.

Purtroppo abbiamo un sistema giuridico che considera legittimo imprigionare e violentare i corpi di invidui senzienti e giudica criminoso l'atto di volerli liberare. Un sistema giudirico schizofrenico che da una parte condanna i maltrattamenti degli animali - riconoscendone quindi implicitamente la capacità di soffrire, sentire, provare emozioni, quindi la senzienza - e dall'altra ne legittima il dominio, l'abuso, lo sfruttamento, la tortura, l'uccisione.

Sostenendo gli attivisti si sostiene la lotta per un mondo più giusto e libero per tutti, per un sistema giuridico più sano e libertario e più vicino ai valori del rispetto di ogni individuo - a prescindere dalla specie, genere o etnia di appartenenza - e anche, ovviamente, per una scienza che sia davvero tale, ossia capace di dialogare con la collettività e di trovare cure e rimedi efficaci senza dover uccidere individui considerati arbitrariamente inferiori.

Qui per seguire le varie attività a sostegno.

venerdì 14 aprile 2017

La realtà sommergerà la finzione


Ultimamente si parla molto di veganismo e a differenza di qualche tempo fa finalmente se ne parla anche in relazione agli animali.
Sto ricevendo diversi feedback positivi da persone del tutto esterne al movimento. Mi dicono che stiamo andando bene, che le immagini che passano in tv sono impattanti, che, al di là del singolo approccio di questo o quel conduttore, qualcosa gli arriva e stanno iniziando a mettersi in discussione.
La questione animale non è più argomento di nicchia, sta diventando popolare, con tutti i pro e contro che ne conseguono.
Ma deve necessariamente essere così. 
Amici miei, per noi la battaglia più dura è appena cominciata. Sono anni che combattiamo, ma lo facevamo restando sulle retrovie, ora invece è tempo di avanzare.
Abbiamo un punto di forza a nostro vantaggio: noi diciamo la verità, raccontiamo ciò che accade agli animali e chi sono gli animali. Gli sfruttatori invece mistificano, ma per quanto potranno farlo ancora?