domenica 3 gennaio 2016

NOmattatoio 13° presidio: il resoconto


Sabato 12 dicembre si è tenuto l’ultimo presidio del 2015 di questa campagna che si protrae a cadenze regolari da un anno e che intendiamo portare avanti con ancora più determinazione e impegno.
In questa giornata abbiamo avuto una partecipazione che si è avvicinata di molto ai picchi raggiunti durante alcuni mesi: eravamo infatti più di una sessantina, tra cui anche bambini, di varie età, accompagnati ovviamente dalle loro famiglie. Facendo un po’ il punto della situazione, non possiamo che essere soddisfatti dell’andamento della campagna che da locale che era – ricordiamo che è nata a Roma – ha visto l’aderire nel corso dell’anno di altre regioni: attualmente vengono organizzati presidi nei pressi dei mattatoio e banchetti informativi in punti strategici delle varie città anche in Lombardia, Liguria, Toscana, Marche e Abruzzo e a breve ne aderiranno altre. Nel corso dell’anno inoltre abbiamo partecipato a diversi festival antispecisti in cui abbiamo potuto presentare la campagna, spiegandone contenuti, obiettivi e modalità.
Ribadiamo che la sistematicità e regolarità con cui abbiamo deciso di condurre la campagna non ha lo scopo di far chiudere il singolo mattatoio, ma di mettere in luce - simbolicamente e materialmente, con la nostra presenza - la violenza normalizzata e istituzionalizzata che avviene dentro luoghi tenuto appositamente lontani e all’oscuro dalla collettività. 
Sabato 12 dicembre, come di consueto, abbiamo letto estratti da investigazioni sotto copertura e ribadito concetti e pensieri che ci sembrano fondamentali per la lotta di liberazione animale.
Ad esempio si è detto che il veganismo non può essere considerato un punto di arrivo, né il fine ultimo, ma semmai un punto d’inizio, nonché testimonianza individuale di una maniera nonviolenta di stare al mondo che è possibile attuare, singolarmente, sin da subito. Ma se tanti singoli uniti da un medesimo ideale non si uniscono, non è come se disperdessero le loro energie e forze? Ferma restando la comunanza degli obiettivi e modalità, non sarebbe meglio unire le nostre voci affinché, da isolate che siano, possano diventare più autorevoli e risonanti?

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