venerdì 11 ottobre 2019

Vegan fot the Planet?


Raramente un concetto è stato tanto distorto e divulgato in maniera errata quanto quello del veganismo. Sicuramente i media, nel loro perenne tentativo di spettacolizzare e creare arene televisive anziché fare informazione, hanno contribuito in gran parte a questa confusione, ma anche gli attivisti vegani, animalisti e antispecisti hanno la loro responsabilità. Troppo spesso, infatti, nel parlare di veganismo si tende a scivolare su quelli che comunemente vengono chiamati argomenti indiretti, cioè inerenti alla nostra salute o ai benefici che il veganismo arrecherebbe al Pianeta, dato l’elevato impatto inquinante e di consumo in termini di risorse idriche e devastazione territoriale causato dagli allevamenti, in questo modo però riducendolo a una semplice dieta vegetale da cui è stato del tutto espunto il concetto di antispecismo e di liberazione animale.
Ultimamente molti attivisti che si occupano della questione animale, e/o associazioni che si definiscono animaliste, sono scesi in piazza ad affiancare e supportare le contestazioni contro il cambiamento climatico e gli effetti devastanti sulla Terra derivanti dalle nostre abitudini di vita e dalle politiche dissennate dei governi. L’analisi di questo movimento non è tuttavia oggetto di questa breve riflessione, interessa invece porre l’attenzione sull’alta incidenza di cartelli e striscioni recanti le scritte “Vegan for the Planet”, “Vegan per il Pianeta”, “Vegan per la nostra Terra”, “Gli allevamenti inquinano” che vengono portati in questi eventi di piazza; immagini e scritte che vengono poi moltiplicate grazie alla loro diffusione in rete e sui social e che quindi contribuiscono a distorcere il significato del concetto di veganismo. Un veganismo che, come si diceva sopra, non menziona nemmeno più gli altri Animali quali soggetti schiavizzati per i nostri interessi (oggetti da allevare, trasformare in prodotti, mercificare e comunque non degni di considerazione morale secondo la gerarchia di valori specista), ma semplicemente mette al centro ancora una volta delle motivazioni antropocentriche, ossia salvare il Pianeta perché è la “nostra” casa e ne va del nostro futuro come specie. Che poi la Terra ospiti anche tutti gli altri Animali e quindi la devastazione ambientale uccida e danneggi anche le altre specie è indubbio, ma se l’interesse precipuo fossero anche gli altri Animali, allora non si dovrebbe fare appello a slogan in cui la loro condizione di soggetti oppressi non è nemmeno menzionata.

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