domenica 9 maggio 2021

Maternità e infanzia negate

 


"Negli allevamenti, a seconda delle razze, sono sfruttate sia per il latte, che per la lana. I piccoli vengono uccisi perché la carne di agnello è molto richiesta e non soltanto nei periodi di Pasqua e Natale. 

I cuccioli vengono sottratti alle madri quando hanno poche settimane. Come nell’episodio al mattatoio che ho raccontato poco sopra, ovviamente belano disperati per chiamare la mamma. Ogni pecora riconosce, tra tutti gli altri, il belato del proprio cucciolo. Se avessero la possibilità di crescere insieme  rimarrebbero legati per tutta la vita. Gli agnellini chiamano una mamma che non verrà. Al suo posto, troveranno la lama gelida del macellaio.

Le pecore allevate per il latte, esattamente come le mucche, vengono munte fino allo sfinimento. Le loro mammelle si deformano a causa della mungitura continua. Quando la produzione di latte cala, anche loro vengono mandate al macello.

Una vita votata alla sofferenza: separazione dai cuccioli, sfruttamento, uccisione nei mattatoi."

Tratto da "Ma le pecore sognano lame elettriche?" - pag. 132 - pubblicato da Marco Saya Editore.

Nella foto: Greta e sua figlia Marilù, liberate e rifugiate presso il Rifugio La Tana del Bianconiglio.

1 commento:

Michel Turner ha detto...
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