martedì 9 ottobre 2012

Un avviso per qualche, spero pochi, navigante della rete

Sinceramente sono stata molto indecisa se scrivere questo post o meno. L'argomento è delicato e non vorrei mai doverne parlare. Eppure esiste, si tratta di una patologia - e di una patologia non da poco - e quindi parlandone magare aiuto qualcuno a prenderne atto. 
Succede che da quando ho pubblicato questo articolo (Ambientalismo, animalismo, zoofilia, antispecismo)  ho notato, tramite la pagina che mi mostra le origini del traffico sul mio blog e le parole chiave di ricerca usate, che diversi utenti arrivano qui digitando la parola "zoofilia" intesa nell'accezione della devianza sessuale. 
Ora, innanzitutto vorrei chiarire una cosa: il termine zoofilia, esattamente come cinefilia, cinofilia, filatelia o altri è stato utilizzato nell'articolo di cui sopra esclusivamente nel significato generico di "amore per gli animali", intendendo appunto un amore generale, fatto di rispetto, cura, protezione. 
Non ho mai capito perché (diciamo che non ho mai approfondito finora, mia colpa) ma l'uso del suffisso greco "filia" (se sbaglio qualche grecista mi corregga pure, io purtroppo non ho studiato la lingua) a volte assume una connotazione positiva, altre negativa; così come a volte si connota di sfumature legate alla sessualità, altre no.
Credo che gli esempi li conosciamo tutti: la cinefilia è la passione per il cinema, la filatelia la passione per i francobolli, la cinofilia la passione per i cani; la necrofilia e la pedofilia invece sono termini che non godono di buona fama, connotano infatti negativamente l'attrazione - intesa nell'accezione sessuale - verso i morti o i bambini. Io credo anche che questi termini inizialmente fossero usati in un'accezione ingenua, neutra, ossia intendendo amore e simpatia, ma senza particolari inclinazioni sessuali e che poi però, dovendo denominare determinate patologie e devianze sessuali, si sia preferito, forse per comodità, far ricorso a vocaboli già esistenti senza cercarne altri che potessero differenziare un significato dall'altro. Forse mi sbaglio. Ammetto di non essermi documentata linguisticamente. Sto scrivendo questo post molto di getto perché sentivo l'urgenza di chiarire la questione.
Ora, a tutti gli utenti che arrivano su questo blog dopo aver digitato la parola "zoofilia" sperando di trovare video, link o altre indicazioni che si riferiscono al sesso con animali, io vorrei dire due cose: primo, siete capitati nel posto virtuale sbagliato perché qui si è parlato di "zoofilia" intesa come simpatia, amore verso gli animali in senso generico - il sesso non c'entra niente, quindi - e più che altro per distinguere tale atteggiamento di semplice simpatia dall'antispecismo che invece è la lotta contro lo sfruttamento degli animali e si riveste di aspetti più propriamente politici (politica intesa come agire, come azione, come volontà di cambiare l'assetto economico-sociale basato sullo sfruttamento del senziente).
Secondo, la zoofilia intesa come attrazione e pratica sessuale verso e con gli animali è una patologia. E non parlo di devianze, che potrebbero benissimo essere comportamenti che soltanto deviano da uno standard, ma comunque legittimi o innocui, ma propria di patologia. Allora specifico che secondo me nella patologia sessuale confluisce tutto ciò che può nuocere all'altro, in cui viene meno l'aspetto della consentaneità. Se c'è abuso di una parte sull'altra, se c'è prevaricazione e violenza non richiesti, quindi se la consentaneità viene meno, allora non è semplice devianza, termine che mi piace poco perché spesso usato a sproposito, ma patologia.
Se due persone decidono in maniera consensuale di dedicarsi a pratiche bdsm estreme, per esempio, sono affari loro. Sono persone adulte e consenzienti. Ma l'adulto che seduce il bambino è una persona malata perché non si tratterebbe più di una relazione affettiva ed intima alla pari (non essendo nel bambino ancora giunta a maturazione la consapevolezza sessuale; Freud diceva che il bambino è un perverso polimorfo, ossia in grado di sperimentare il piacere, ma senza intenzionalità, senza direzionalità, diciamo, semplicemente, senza intento o capacità di stabilire una relazione complessa con l'altro o con l'oggetto del piacere, e senza un fine riproduttivo, non essendo ancora a conoscenza di come funziona la riproduzione), ma di un abuso, di una prevaricazione appunto, di vera e propria violenza fisica e psicologica.
Allo stesso modo il sesso tra specie diverse - uomo ed animali - non può reggersi su una base relazionale, su un accordo, su una reciprocità affettiva ed intima. Oltre a ciò, usare gli animali, qualunque ne sia il fine, è maltrattamento. 
Di recente sono venuta a conoscenza di un fatto sconvolgente: pare che in Italia ci sia un traffico sotterraneo di animali usati per scopi sessuali. Cuccioli smerciati proprio per questo tipo di attività. Ed è illegale. Cuccioli (anche adulti, ma si sa che i cuccioli sono più indifesi e quindi più richiesti) costretti a compiere e subire atti che non è nella loro natura fare. Animali usati per girare film porno (spesso qui si abbina il doppio maltrattamento del traffico di donne sfruttate e costrette a prostituirsi o a girare questo tipo di film e video: costrette con ricatti, violenza, minacce ecc.). Ed è illegale. Rappresenta un maltrattamento animale. Per di più gli animali usati, una volta che non servono più, vengono uccisi. O abbandonati. Questa è l'ennesima prevaricazione e violenza che gli animali subiscono da parte di alcuni uomini. Non basta lottare contro i macelli, gli allevamenti, la vivisezione, il commercio delle pellicce, ora ci si aggiunge anche il traffico illegale per fini sessuali e davvero sono infinite le maniere e le pratiche attraverso cui si esplica il maltrattamento e lo sfruttamento che gli umani riservano agli animali. 

Quindi, rivolgendomi ancora agli utenti di cui sopra: se avete questo tipo di attrazione sappiate che ricercando o procurandovi animali per questo tipo state commettendo un atto illegale. Ma, soprattutto, sappiate che la vostra patologia non è necessariamente una condanna a vita, ma è curabile, si può curare. Rivolgetevi ad uno psicologo, psichiatra, parlatene a chi vi sta accanto, fatevi aiutare. Lo dico nell'interesse vostro e degli animali, che non sono oggetti, né esseri con cui possiate stabilire rapporti intimi di questo tipo alla pari. Quando li usate, state usando violenza. E se vi piace la violenza su esseri indifesi non consenzienti, siete affetti da una grave patologia. Lo dico con profonda compassione, con il massimo dell'empatia che mi è possibile provare verso di voi perché, oltre alla vostra patologia, siete giustamente anche altro, magari persone stupende, meravigliose. Quindi sappiate che uso qui il termine patologia in maniera descrittiva, non per accusarvi o discriminarvi o dipingervi come "mostri", ma solo per descrivere un comportamento insano, che provoca sofferenza e dolore, che causa violenza su altri esseri indifesi e di cui spero che acquisiate consapevolezza e chiediate aiuto quanto prima.

Post Scriptum: una gentile lettrice ha lasciato un commento in cui spiega che in effetti il termine "zoofilia" indica il solo sentimento di amicizia, simpatia verso gli animali (e quindi io l'ho usato nella maniera corretta); mentre, il termine esatto che sta ad indicare l'attrazione sessuale verso gli animali è "zooerastia". Poi nel commento potrete leggere anche la spiegazione etimologica dal greco.
Ringrazio ancora Mariacristina per essere intervenuta.

18 commenti:

Alessandro C. ha detto...

ci sono tendenze umane che non capirò mai.

Biancaneve ha detto...

Sono malattie Alessandro. Malattie mentali.
Le tendenze sono altro, nel senso che il concetto di "normalità" è sempre arbitrario, definito dalla cultura in cui si vive ed anche stabilito dalla maggioranza e frequenza di una determinata abitudine.
Per quanto sia perverso mangiare animali, è però considerato "normale". Quindi il termine "normalità" davvero vuol dire poco e niente. Relativo. E ci sono tendenze sessuali che magari non rientrano nella maggioranza, nella "norma", ma che sono legittime, naturali. Voglio dire, anche avere capelli rossi è un fatto più raro rispetto alla maggioranza, ma è perfettamente naturale.
Le malattie invece sono qualcosa di più, creano malessere, provocano malessere, nuocciono all'altro e a sé stessi. Un serial killer è malato. Uno psicopatico è malato. E così un pedofilo o uno che prova attrazione sessuale per gli animali.
Ora io non so se uno psicologo necessariamente è d'accordo con la mia definizione di patologia, però laddove si usa violenza non consensuale e si nuoce al prossimo, per me si tratta di patologia.

Defezionario ha detto...

"Lo dico con profonda compassione, con il massimo dell'empatia che mi è possibile provare verso di voi perché, oltre alla vostra patologia, siete giustamente anche altro, magari persone stupende, meravigliose".

Eh? Cosa? Ma chi...dove, quando. Magari sono persone stupende anche se nel tempo libero si inculano un koala? Ma che crepino tutti, magari sodomizzati e tumefatti prima da un mammut, piuttosto.

Persone meravigliose non potranno mai esserlo ste merdacce, mia cara Biancaneve, so che lei è candida, pura e biancanevica ma no, non c'è nessuna comprensione possibile.

Già è tanto se questi presunti umani hanno la mia comprensione ogni volta che decido di soprassedere sullo strappargli di netto la testa dal collo (e va bé, glielo si accorda giusto per non andare in cella 20 anni), figuriamoci se dovessimo poi addentrarci pure nella loro psiche, non scherziamo per favore.

Abusare di un cucciolo è atto inconcepibile, abietto, truce oltre ogni misura. Non sapevo di questo piacevolissimo e florido commercio, ma bene...le merde quindi si organizzano anche, fanno i compiti, ma che bravi.

Che brucino, ardano, tutti. Anzi vengo io a dargli fuoco, prima li prendo a calci in culo e poi gli do fuoco (cit.)

Biancaneve ha detto...

Defez., però malati ci si diventa.
Esistono pulsioni sessuali incontrollabili. Il pedofilo o chi va sesso con un cucciolo non è un mostro, è una persona seriamente malata.
Additare al mostro di turno fa comodo perché posiziona in un altrove che non ci riguarda qualcosa che invece riguarda tutti perché tutti possiamo diventare - sebbene in altri contesti o per altre motivazioni - il mostro di turno.
So di pedofili che, riconoscendo e prendendo atto del danno incalcolabile che potrebbero causare alle loro vittime, scelgono di farsi aiutare ed imparano a controllare le loro pulsioni. Ma serve appunto un aiuto professionale perché da soli non ci si può controllare.

Io empatia la provo per tutti, soprattutto per i malati di mente, perché siamo tutti sul confine e passare di là è un attimo.

Inacettabile la violenza su cuccioli, come su quasiasi altro essere indifeso e non consenziente, l'ho detto e lo ribadisco e chi la pratica deve essere fermato e messo nella condizione di non nuocere più. Va aiutato e posto in condizione di non nuocere fino a che non imparerà a controllarsi.

E sì, pure chi si incula un koala può essere, ad esempio, un bravo padre. La psiche è complessa e la personalità non è un tutto unico, è sfaccettata.

Che poi chi faccia questo sia una merda proprio perché fa questo, giustissimo. Ciò non toglie che una persona NON è totalmente la sua patologia.

E quando parlo di comprensione ovviamente non parlo di giustificare.

Mariacristina ha detto...

Leggo con passione i tuoi interventi sul blog, anche se non ho mai commentato nulla, non ne avevo bisogno perché mi sono sempre trovata d'accordo con le tue opinioni.

Il termine corretto per l'attrazione sessuale per gli animali è zoorastia, in greco la parola filia come hai detto tu significa affetto o amicizia. Si è iniziato ad usare il termine pedofilia negativamente da quando la psichiatria ha catalogato le parafilie, ovvero disturbi del desiderio sessuale. Questo spiega anche perché zoofilia sia considerato come termine negativo dalla maggior parte delle persone.

Zooerastia è il termine corretto come ti dicevo, nell'antica grecia era d'obbligo avere una rapporto pederasta, ovvero un rapporto amoroso con gli adolescenti (infatti παῖς[pés] significa ragazzo o adolescente mentre ἐραστής[erastís] significa appunto amante).
Zoofilia significa appunto l'affetto che si prova per gli animali.

A me da sinceramente molto fastidio che si confondano i due termini, i nostri amici animali ne subiscono già tante di quelle che non hanno bisogno pure di questo.

Biancaneve ha detto...

Mariacristina, ti ringrazio moltissimo per avermi spiegato e chiarito la questione dei termini.
Anzi, sai che faccio? Ora aggiungo un post scriptum in cui spiego la differenza.
E grazie tante anche per leggermi con passione. :-) Onoratissima.

Giorgia Percosasiamonati ha detto...

Ciò di cui parli è un'estrema deviazione della sessualità umana. Patologia? ok, patologia e con il massimo rispetto per chi ne è affetto. La domanda è: perchè sbagliamo così tanto il bersaglio, invece di usare il nostro corpo per amare, perchè lo usiamo per altro? Perchè, è innegabile, solo l'amore ci dà piena soddisfazione. Gli uomini deviano perchè non credono più all'amore? Non lo hanno trovato? Lo hanno perso? Io dico che se quella è una patologia (come lo sono tante altre pratiche sessuali) allora la cura è l'amore. Grazie Biancaneve, un tema delicato trattato alla grande, complimenti. :)

Biancaneve ha detto...

Ciao Giorgia,
la cura è l'amore certamente, ma dovrebbe essere più che altro preventiva. Credo che certe patologie si sviluppino proprio perché nella formazione dell'individuo sia mancato qualche tassello importante o ci sia stato un trauma, questo tipo di comportamenti non ha ovviamente un'origine biologica, ma psichica.

Però attenzione a banalizzare sul discorso del semplice amore da trovare o che si è perduto. Senza un amore accanto la vita può essere molto arida, ma la patologia nasconde cause mille volte più profonde. Quindi se di mancanza di amore si è trattato, credo sia da ricercarsi all'origine, nel rapporto con i genitori ad esempio.

Grazie per i complimenti, sono felice di esser riuscita ad affrontare un argomento appunto così spinoso.
A presto, ci vediamo sul tuo blog magari. :-)

Riccardo ha detto...

ciao Rita, già, c'è un ovvio parallelo cognitivo e psicologico tra l'abuso sessuale di un bambino e l'abuso sessuale di un animale, sia dalla parte del violentatore sia dalla parte del violentato. Ancora una volta emerge il parallelo tra la violenza contro gli uomini e la violenza contro gli altri animali, penso poi che nel caso specifico non sarebbe tanto sorprendente che lo stesso violentatore usi ora bambini ora animali.

A proposito di parole chiave, ti dirò, io sul mio sito qualche anno fa ho scritto un articolo per informare del fenomento dei bocconi avvelenati, tra le parole più cercate che portano al mio sito trovo da parecchi mesi cose come "come avvelenare gatti" "come avvelenare cani", "dove comprare veleno cani" ecc...

il lato nascosto (ma neanche tanto bene) dell'italia amante degli animali

ciao a presto

Anonimo ha detto...

http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=15553

un' intéressante recensione di un libro che vorrei leggere
Jonuzza
http://no.blog.kataweb.it

Biancaneve ha detto...

@ Riccardo

Sì, si tratta in entrambi i casi di incapacità di stabilire relazioni alla pari con i propri simili. Con il bambino non ci si deve relazionare come con un adulto, e con gli animali si possono instaurare relazioni amicali, affettive, quello che vuoi (lo sappiamo bene noi che li amiamo, proteggiamo e rispettiamo), ma di certo c'è una differenza di impegno mentale.

In quanto alle parole chiave, uh... lasciamo stare va... io ho citato il caso più eclatante, ma mi ritrovo: "animalisti stupidi", "frasi a favore delle pellicce", "i vegani non capiscono niente" e roba del genere.

Alla prossima. :-)

Biancaneve ha detto...

@ jonuzza

Sì, avevo sentito parlare di questo libro, infatti anche io vorrei leggerlo.
Grazie per aver messo il link, Jonuzza. :-)

keiko ha detto...

E' incredibile come i termini possano trarre in inganno: pedofilia, cioè amore per i bambini e invece si tratta di abusi sessuali; così come zoofilia nell'accezione comune, prima del chiarimento di Mariacristina.
I più deboli, quelli incapaci di essere consensienti trattati come merce per gente malata, ma tanto.
Ero rimasta a Cicciolina e il suo boa, ma credo che ci sia molto di peggio.

Biancaneve ha detto...

C'è di peggio, c'è di peggio Keiko, non c'è limite alle perversioni umane.
Esistono pure gli snuff movies... lasciamo stare va.

keiko ha detto...

Si quelli li conosco, e pure bene.
Un mio amico procuratore si è occupato di un caso riguardante uno snuff movie estremo e mi ha raccontato quel che poteva.
Ma io della bestialità umana non mi stupisco più.
Mi stupisco e tentenno nel credere, nella bontà dell'individuo.

Biancaneve ha detto...

Infatti Keiko. Pure io mi disilludo ogni giorno di più.

Quello di Hong Kong ha detto...

Nota minore: in inglese, perfortuna, fanno la differenza e l'accoppiarsi con gli animali è definito "bestiality", che suona infatti molto negativo.

Biancaneve ha detto...

La capacità della lingua inglese di racchiudere in un unico termine concetti anche molto complessi o di esprimere sinteticamente qualsiasi pensiero è fenomenale! ;-)