martedì 16 maggio 2017

Sindrome da stress post-traumatico secondario


Noi che ci occupiamo della questione animale siamo spesso a contatto con la violenza, anche se in maniera indiretta. 
Condividiamo video che contengono scene di uccisioni e di maltrattamenti, postiamo foto molto crude, leggiamo testi che descrivono le violenze sugli animali per filo e per segno e, come se non bastasse, ne parliamo continuamente, a volte anche quando non vorremmo perché veniamo incalzati, nostro malgrado, dalle domande degli altri. 
Capita così di sentirci sempre in "trincea", non solo nei momenti dichiaratamente dedicati all'attivismo. 
Personalmente ho il ricordo di estenuanti discussioni durante momenti conviviali o di svago; discussioni che non avrei voluto affrontare, non in quei momenti che avrebbero dovuti essere di svago anche per me, ma cui ho dovuto prender parte per rispondere alle domande - spesso moleste e provocatorie - delle persone attorno. 
Mi è capitato più volte di esser messa all'angolo, subissata da obiezioni assurde e frecciatine maligne e di perdere infine la pazienza passando così per l'animalista aggressiva e rompiscatole. 
Dico "mi è capitato" perché oggi, per fortuna, ho imparato a gestire tutto ciò e difficilmente entro in una discussione se non ne ho voglia.
Perché vi racconto ciò? Proprio perché so bene come ci si sente in certi momenti: da una parte si vorrebbe stare in pace, dall'altra ci si sente in colpa se non si risponde alle domande perché si pensa di perdere un'occasione di dialogo in cui potremmo portare gli altri dalla nostra parte.
Il mio consiglio spassionato è di parlare della questione animale solo quando lo decidete voi.
Molti di noi soffrono, anche senza saperlo, di sindrome da stress post-traumatico secondario che si verifica quando assistiamo ad episodi di violenza pur senza essere noi le vittime. Ma anche quando siamo costretti ad affrontare certi argomenti in contesti e momenti non opportuni e senza che lo abbiamo deciso noi.
Ne parlò diffusamente Melanie Joy durante una lecture qui a Roma. 
Bisogna imparare a proteggerci e a staccare mentalmente ritagliandoci dei momenti di svago; consigliò di andare a visitare i santuari per incontrare anche quegli animali liberi che si sono salvati e avere così un messaggio di speranza.
Non discutere se si è da soli contro tutti - cercare almeno un appoggio, un sostenitore, pure se solo teorico - e imparare a lasciar andare.

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