giovedì 11 settembre 2014

Daniza come Alexandre: la solita storia di dominio tutta umana (nonché la solita storia italiana di pessima gestione)


Morta l’orsa Daniza, non sopravvive alla cattura”. 
Così recita l’articolo pubblicato su Repubblica, ma è sbagliato. 
Daniza non è morta, Daniza è stata uccisa perché, nel tentativo di catturarla, dopo un’assurda caccia durata un mese, le hanno somministrato una dose di sedativo evidentemente eccessiva. 
La stessa fine fece Alexandre, il piccolo giraffino fuggito da un circo nel settembre di due anni fa: anche lui ucciso da una dose letale di sonnifero somministratogli per catturarlo. 
Entrambi stavano chiedendo soltanto una cosa: il diritto di essere lasciati liberi. 
E come loro tanti altri, non li elencherò, ma colgo l’occasione per commemorarli.

La notizia dell’uccisione di Daniza non mi giunge certo inaspettata, ma la rabbia che provo non per questo è diluita. Una morte annunciata, oserei dire, ma non per questo meno vergognosa, meno iniqua; eppure ci avevamo provato, e in tanti, a scrivere un finale diverso.
Eravamo andati davanti al Ministero dell’Ambiente il 22 agosto scorso, come rappresentanti di singoli cittadini indignati, ché non c’è bisogno di dichiararsi animalisti per sostenere la libertà di una mamma orsa e i suoi cuccioli, il loro diritto a vivere nel loro habitat. 
Ci avevano ricevuto in tre, tra cui il Vice-Presidente di Gabinetto Ministeriale l’Avvocato Aldo Grasso (che altisonanza, eh!); sembravano disposti ad ascoltarci, ad ascoltare le nostre ragioni, ossia quelle di mamma orsa e dei suoi cuccioli. Ci avevano lasciato intendere però che le nostre parole non erano, per così dire, molto autorevoli e che per potersi muovere nella direzione da noi indicata (lasciare in pace l’orsa e permetterle di veder crescere i suoi figli: la cosa più naturale del mondo, quello che desidera ogni madre) avevano bisogno di relazioni tecniche che attestassero la non pericolosità dell’orsa e la quasi certa incapacità dei cuccioli a sopravvivere da soli nel malaugurato caso in cui fossero rimasti senza madre (fatto che ora si è verificato e di cui ci si dovrà assolutamente occupare).

Continua su Gallinae in Fabula.

11 commenti:

Emanuele G. ha detto...

http://www.adnkronos.com/fatti/politica/2014/09/11/orsa-uccisa-bufera-galletti-provincia-chiarisca-brambilla-attacca-ministro-incapace-rossi-dimetta_ytLTDNCAiK6InQ0dESTDpM.html

Mi si perdoni il linguaggio, ma la paraculaggine diffusa negli ambienti politici non si smentisce: or ora il ministro chiede alla provincia di "fare luce sull'accaduto". Mi viene -amaramente- da ridere dal momento che era stato proprio il ministro a lavarsene le mani e a demandare tutto alla provincia di trento (le maiuscole oggi le riservo per chi mostra di meritarle).

In realtà un'altra lettura (la più plausibile) è che chiaramente al ministro non freghi oggi, come non fregava il mese scorso, assolutamente niente degli Orsi e debba adesso mostrarsi adirato per il comportamento tenuto dalla provincia di trento per salvare la faccia in pubblico e respingere le accuse che inevitabilmente si troverà a fronteggiare in questi giorni.

Nel frattempo ci troviamo nella situazione in cui dovremmo affidarci a ministero, corpo forestale e provincia perché i suoi Figli campino senza la madre?? Considerando il trattatento a Lei riservato...Auguri!

Sara ha detto...

Assassini!

Rita ha detto...

Esattamente Emanuele, proprio così, il ministro ora vuole salvare la faccia... ma non ci riuscirà perché le sue mancanze e responsabilità sono evidenti a tutti.

Rita ha detto...

Già, assassini.
Hai detto bene Sara.

Anonimo ha detto...

Ma io sono allibito, ti avvicini a un'orsa coi cuccioli e te la cavi con due orseschi ceffoni... cos'altro serviva per dimostrare l'estrema indole non-violenta di quell'orsa? Se una madre umana nella stessa situazione avesse ammazzato qualcuno, le avrebbero concesso la "legittima difesa".

Maura ha detto...

Inorridisco davanti all'approssimazione ed all'assoluta incompetenza di certi individui che dispongono delle altrui vite!
E' chiaro che volevano ammazzarla ed è stato "sufficiente" una dose massiccia di anestetico.
Ed ora cosa succede? Chi si prenderà cura dei suoi cuccioli? Nessuno!
Tanto sarebbero cresciuti e quindi lasciamoli al "loro" destino che altrimenti devono consumare altro anestetico...
Che persone orrende!
Hai ricordato giustamente il giraffino Alexandre, aggiungo quì (non da ultimo) la sorte atroce toccata a quel povero orso dotato di collare per la localizzazione ma privo di sgancio automatico qualora la stazza dell'animale fosse aumentata.
Un orso morto tra indescrivibili sofferenze, soffocato poco alla volta, che volevano abbattere perchè "presentava comportamenti preoccupanti" tanto da far temere avesse la rabbia.
La rabbia ce l'abbiamo noi!
Che fine ha fatto l'individuo del collare?
Sarà mica lo stesso che ha armato la carabina di anestetico?...

Un saluto affettuoso, Rita.

Rita ha detto...

Carissima Maura, innanzitutto un saluto affettuoso a te.

Stanno venendo fuori notizie a poco a poco a dir poco assurde, la storia dell'assassinio di Daniza si fa sempre più fosca.

In un articolo su La Zampa in cui si intervista il fungaiolo, il sindaco di Bocenago, Ferrazza, si lascia scappare una dichiarazione significativa, ossia che Daniza sarebbe stata "abbattuta in una stalla" e poi abbiamo scoperto una foto che girava in rete con la parte sotto tagliata, ma si è trovata una copia su Twitter che riporta la data del 28 luglio: si vede Daniza davanti a una trappola a tubo, con uno dei cuccioli. Come mai il 28 luglio, ossia ben prima della presunta aggressione al fungaiolo cercavano di catturarla? Dovranno dare spiegazioni.

Non posso scrivere tutto qui, seguitemi su Facebook, ho la bacheca pubblica.

Peraltro, a proposito del veterinario, non si riesca a trovar modo di sapere il suo nome. Ma c'era davvero un veterinario?

Ovviamente non è la prima volta che fanno fuori orsi. E ora si scopre pure che quella zona serviva ai Trentini per ampliare pista sciistica.
Beh, spero che nessun sciatore metta mai più piede da quelle parti.

Scrivimi quando vuoi Maura, per email, ti aspetto. Un bacione.

Rita ha detto...

Errata corrige: anzi, no, la storia dell'abbattimento nella stalla la scrive l'autore dell'articolo... non il sindaco. Come mai? Cosa sa questo giornalista che si azzarda a scrivere una cosa così che noi non sappiamo?

Maura ha detto...

Credimi, ho un malessee per questa vicenda così torbida che mi accompagna da quando tutto è cominciato (meglio, finito...).
VOGLIO CHE I SUOI CUCCIOLI VENGANO SALVATI! Non possono sopravvivere così piccoli, non sono ancora autonomi e non voglio trovare domani la solita notizia d'effeto per i giornalisti sulla loro miserabile fine.
La prova del nove sarà proprio questa, al di là della necessaria verità sul perchè avessero già infierito fisicamente su Daniza.
Non c'è un giorno da perdere, domani potrebbe essere tardi per i piccoli, devono essere salvati e accuditi in u'area protetta!
Ho firmato una petizione per questo che in poco tempo ha raccolto quarantamila firme ma vorrei poter fare di più...
Il trentino mi è confinante, amavo i suoi boschi, ora se ci penso mi viene la nausea...

Maura ha detto...

l'enfasi gioca brutti scherzi, perdona gli errori d'ortografia...

Rita ha detto...

Purtroppo i cuccioli, se non sono spacciati, poco ci manca (perdonami la brutalità, ma sono incazzatissima per questa triste vicenda). Etologi esperti, tra cui Roberto Marchesini, dichiarano che se anche ce la facessero a sopravvivere (ma difficile, per loro sarebbe il primo letargo, non sanno cercarsi un riparo, non sanno capire quali pericoli schivare e potrebbero diventare anche aggressivi), saranno rovinati per sempre perché la mamma sta con gli orsetti fino ai due anni, non è solo erogatrice di latte, deve insegnargli tante altre cose... :-(

Ma pagheranno, oh se pagheranno questi delinquenti stavolta.