domenica 23 settembre 2018

Macelleria sociale


Credo che pochissime persone amino la violenza. A parte i sadici.
Il problema è che moltissime attività e pratiche di violenza all'interno della nostra società non vengono riconosciute come tali poiché sono normalizzate, naturalizzate e istituzionalizzate.

Non viene riconosciuta la violenza del dominio sugli animali all'interno di allevamenti, mattatoi, laboratori di vivisezione, zoo, circhi, delfinari, acquari, non viene riconosciuta la violenza di attività come la caccia e la pesca cosiddette "sportive", non viene riconosciuta la violenza del sistema prostituente, dei bordelli, della tratta delle schiave, non viene riconosciuta la violenza delle carceri, degli istituti psichiatrici, dei tso, dei confini tra le nazioni. E questo solo per dirne alcune tra le più evidenti e macroscopiche.

Ovunque c'è controllo dei corpi che passa attraverso i dispositivi di potere delle istituzioni, c'è anche violenza. Poi c'è quella dei singoli, ma cosa bisogna aspettarsi da individui nati in contesti di violenza?

Viviamo all'interno di una grandissima macelleria sociale e siamo tutti, a seconda dei punti di vista, vittime o aguzzini, scambiandoci i ruoli in continuazione.

Foto scattate durante il presidio NOmattatoio del 22 settembre 2018.

5 commenti:

Erika 4567 ha detto...

Ho appena mangiato un burger di ceci con contorno di carote crude tagliate a julienne e un filo di olio di girasole, un pasto buonissimo, il tutto comprato a un discount a prezzi bassissimi, perché gli altri non fanno cosi??!!

Erika 4567 ha detto...

Ho visto un video di un capannone con ventimila polli ammassati dentro uno attaccato all' altro , ho il vomito

Rita ha detto...

:-( Non fanno così per pigrizia, indifferenza e perché, lo ammettono essi stessi, l'interesse che hanno per gli animali è secondario o inesistente.

Erika 4567 ha detto...

Su YouTube guarda : Liliana Segre - indifferenza - 26 febbraio 2016

Erika 4567 ha detto...

La sopravvissuta all' Olocausto Liliana Segre parla spesso dell' indifferenza di chi non si oppose ai nazi-fascisti