giovedì 12 dicembre 2019

Ancora sulla teriofobia

Uno dei tasselli che tengono insieme quell'insieme di pratiche e narrazioni culturali che definiamo specismo è la teriofobia, che significa, letteralmente, paura degli animali, degli altri animali, certamente, ma anche degli animali che siamo stati, dell'animalità che ci portiamo dentro e che nei secoli è stata definita negativa, sbagliata, sporca, degradante in opposizione al concetto di umanità, cui abbiamo riservato invece tutta una serie di caratteristiche positive.


La teriofobia si manifesta ogni qual volta si inventa la pericolosità di alcune specie selvatiche che, per motivi diversi, convivono nei territori urbani. Spesso si strumentalizzano i bambini affermando che queste specie sarebbero pericolose per loro.

Ora c'è il caso di una scuola in cui hanno nidificato degli aironi e quindi si vorrebbero allontanare poiché ritenuti un pericolo. A Roma sono frequenti i casi in cui si sono lamentate aggressioni di gabbiani, o di altri animaletti selvatici. In questo periodo la Raggi ha emesso un'ordinanza che dice che si possono abbattere i cinghiali che si avvicinano ai centri urbani. In Trentino Alto Adige si abbattono gli orsi. Addirittura, nella mia esperienza da gattara, non vi sto a raccontare quante volte mi son sentita dire che i gatti sporchino o siano un pericolo. Per non parlare dei gesti scaramantici che fanno certuni quando avvistano un gatto nero, e non parlo di vecchietti o persone ignoranti, ma anche di giovani laureati.


Il comune denominatore di tutto ciò è sempre la teriofobia, ossia la paura degli altri animali quando non si possono controllare, quando sono liberi, quando non sono tenuti in schiavitù dentro gabbie e recinti. L'animalità va bene solo se ingabbiata - la nostra compresa - controllata a vista, meglio ancora se produttiva. Un animale libero, se non produce, se non è funzionale a una qualche forma di profitto, è solo un nemico da abbattere.

Non va bene che i gabbiani volino sopra i cieli di Roma, non va bene che gli squali nuotino nei mari, non va bene che gli orsi vaghino nei boschi. Gli animali fanno schifo, sono sporchi, pericolosi.
Ma i mattatoi e gli allevamenti sono il segno della nostra civiltà, pardon umanità.


Di teriofobia avevo parlato anche qui e qui.

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