sabato 22 febbraio 2020

Crimini specisti

Un pensiero che ho scritto già altre volte e che mi è tornato in testa con insistenza in questi giorni è questo: gli animali di cui controlliamo totalmente i corpi, quelli che facciamo nascere dentro recinti minuscoli e teniamo ammassati fino a che non sono grassi abbastanza per essere mandati al macello, non sono privati soltanto della libertà e dell'esistenza nel senso pieno del termine, ma anche della possibilità di evolversi, come specie, intendo. Al massimo subiscono processi di eugenetica.
L'evoluzione è un processo graduale che avviene per forza di cose in relazione all'ambiente circostante, ci si evolve trovando soluzioni a problemi nuovi e inaspettati, in un ambiente che muta di continuo, che cambia e che favorisce un certo tipo di adattamento oppure lo respinge.
Cosa succede ad animali che sono tenuti in non-luoghi sempre identici da centinaia di anni, che non fanno nulla se non mangiare il cibo che gli viene propinato, che non si relazionano se non conflittualmente in ambienti sovraffollati e malsani o in reazione alla violenza agita dai loro aguzzini se solo provano a ribellarsi, che non si fanno un giaciglio, non grufolano, non sperimentano il cambiare delle stagioni, che non hanno, insomma, alcuna esperienza del mondo? Rimangono bloccati in un ruolo predefinito, quello di essere oggetti, prodotti, risorse rinnovabili di inseminazione artificiale in inseminazione artificiale; nemmeno si accoppiano, non sperimentano nemmeno il piacere sessuale.

Questo è un crimine, se possibile, anche peggiore: blocchiamo evoluzioni di intere specie, di intere popolazioni non umane.

34 commenti:

Anonimo ha detto...

Se posso una domanda: cosa pensa una femminista di quello che Amber Heard ha fatto a Johnny Depp? Scusa se ti faccio affacciare al gossip ma il tema riguarda la violenza tra sessi. Se magari scrivessi un post a riguardo sarebbe interessante.

Rita ha detto...

Non conosco il caso, vedrò di informarmi; comunque io distinguo tra atti di violenza frutto di problematiche soggettive, e atti di violenza per effetti di una cultura maschilista su larga scale ecc.
Nella nostra società i rapporti di potere non sono bilanciati, questo è un dato di fatto e il caso singolo non fa statistica.

Sarebbe come dire che poiché un leone ha sbranato un uomo, allora questo significa che non è solo la nostra specie a dominare sugli altri animali, ma ci sono anche altri animali che dominano noi. Se ho ben capito dove vorresti andare a parare con la tua domanda...

Comunque, in questo post si parla di specismo. Cosa pensa una femminista, nello specifico io, puoi leggerlo in altri post.

Rita ha detto...

Mi sono informata, e come immaginavo trattasi di un caso particolare. Ovviamente condanno sempre la violenza in linea di principio, ma nella nostra società i rapporti di potere sono sbilanciati.

Ti faccio alcuni esempi: una donna sarà finalmente considerata al pari degli uomini quando saranno abbattuti tutti gli stereotipi di genere, quando non si faranno più battutine a sfondo sessuale, quando potrà andare in giro di notte senza paura di essere stuprata, quando non ci saranno più femminicidi (attualmente uno ogni tre giorni), quando avrà le stesse opportunità e compensi lavorativi al pari degli uomini, quando non sarà più considerata accessorio estetico ornamentale dell'uomo, quando non esisteranno più bordelli, quando la cultura del porno che influenza le dinamiche sessuali non esisterà più, quando sarà trattata paritariamente in ogni campo e settore, quando non ci saranno più mutilazioni genitali, né culture di sottomissione e segregazione in altri paesi,quando la legge sull'aborto non sarà più messa in discussione (tutt'ora ci sono uomini che si permettono di dire che una donna non dovrebbe decidere se portare avanti una gravidanza o meno), quando camminando per strada non dovrà più subire fischi, frasi oscene che riguardano il proprio corpo e la sessualità, quando sarà libera di fare sesso con chi le pare senza essere giudicata troia.

Fino a quel momento, il singolo eccezionale caso di una donna che picchia un uomo costituisce appunto eccezione e non è l'effetto invece di una violenza, discriminazione, oppressione normalizzata e naturalizzata.

Erika ha detto...

Invece staccare testoline e braccini ai feti va bene?????

Erika ha detto...

Tu parli di lotta alle molestie su una donna ma l' uccisione del feto vale di meno??? Poi scusa tutte queste donne che anziché studiare medicina e biologia e contribuire al benessere del mondo pensano di sfondare solo perché hanno in bel culo e due tette grosse non pensi che compiano esse stesse una violenza sul mondo facendo passare il concetto che il corpo vale più dell' anima? Poi ho ho si scandalizza se un uomo le considera solo per il loro corpo???? Questo non è femminismo, è prevaricazione di chi usa il corpo come arma per sfondare.

Rita ha detto...

Scorgo un po' di sessismo nei tuoi commenti. Lasciamo stare, va.

Erika ha detto...

Sarebbe sessismo se io criticassi ogni donna io critico quella parte di donne che usa il suo seno, il suo sedere e i suoi genitali come armi per andare avanti e più si scandalizzano di essere chiamate t...e

Anonimo ha detto...

"Fino a quel momento, il singolo eccezionale caso di una donna che picchia un uomo costituisce appunto eccezione e non è l'effetto invece di una violenza, discriminazione, oppressione normalizzata e naturalizzata."

Sono molto deluso dalla tua risposta, la cosa non ti farà nè caldo nè freddo, ma la figura che fai quando scrivi queste poverate è quella dell'ignorante nella migliore delle ipotesi, dell'ipocrita nella peggiore.

La donna che picchia un uomo non è un singolo caso eccezionale, succede molto molto spesso ma l'uomo è costretto al silenzio perchè la società sessista non ammette il vittimismo maschile. E anche laddove la violenza femminile non sia fisica, viene comunque praticata con una morbosità psicologica che costituisce di fatto un pericolo altrettanto grave per la società.

Queste ideologie femministe ti hanno evidentemente fatto diventare sessista senza accorgertene, altrimenti non avresti dato una risposta così cieca, così ottusa.

Esiste una frangia femminista che lotta per i pari diritti e che ha condannato il comportamento della Heard. Ma evidentemente per te il femminismo è solo quando la vittima è donna, mentre se la violenza la perpetra lei allora "è un caso eccezionale".

Quanto all'essere violentate, alle discriminazioni di ruolo, ecc. - ti ricordo che la violenza è brutta per tutti, e la possibilità di venire violentata per una donna è la stessa che ha un uomo di venire aggredito nella stessa strada buia di cui parli. Io ho subito denigrazioni verbali per strada dalle donne. Io ho avuto donne che mi hanno messo le mani addosso. Io sono stato considerato accessorio ornamentale o peggio ancora sfruttabile. Io sono stato chiamato gay da una donna perchè ho rifiutato di fare l'amore con lei. Sono stato tacciato di non essere virile, ho subito dalle donne un sessismo che nemmeno puoi immaginare.
Esistono ruoli lavorativi riservati solo alle donne (quanti uomini conosci che fanno i segretari?), e potrei continuare così.

Insomma queste considerazioni che fai sono del tutto tendenziose, parziali, evidentemente proiettano dei pretesti per giustificare certe tue mancate realizzazioni di vita.

Arriveremo ai pari diritti solo quando le false femministe come te la smetteranno con questa propaganda ipocrita e inizieranno a preoccuparsi specialmente della violenza sugli uomini così come tanti uomini tutti i giorni si preoccupano di risolvere la violenza sulle donne, anche se ormai basta nascere col pisello per sentirsi dare del potenziale stupratore.

Nel frattempo i casi come quello di Depp, con uomini sottomessi e costretti pure alla vergogna di non poter parlare apertamente delle violenze che subiscono, continuano a proliferare perchè come dice la Heard nell'audio: "tanto crederanno a me (donna) non a te (uomo)", con il beneplacito delle suprematiste che fanno guerra ai maschi trincerandosi dietro la scusa di volere un mondo migliore.



"Osservai le femministe costruire le loro fortezze di odio contro gli uomini, dove insegnavano alle donne che tutti gli uomini erano stupratori e bastardi. Testimoniai il danno fatto ai bambini in tali rifugi" - Erin Pizzey


Rita ha detto...

Il femminismo difatti si occupa di combattere l'oppressione delle donne da parte degli uomini. Quindi non vedo perché dovrebbe prendere in esame i diritti degli uomini, visto che già ci pensano da soli a non perdere i privilegi che hanno.

I dati parlano chiaro, un femminicidio ogni tre giorni, stupri e molestie ancora più frequenti, negazioni dei principali diritti in svariati paesi del mondo, mutilazioni degli organi genitali, bordelli e donne prostituite in strada, cultura del porno.

Precisato questo, sei tenuto a moderare il tono e a non offendere, dato che ti trovi sul mio blog, e magari anche a metterci nome e cognome.

Rita ha detto...

E no, un uomo non ha la stessa probabilità di venire molestato o stuprato di una donna. Mi dispiace, ma non è così.
Mi spiace per le tue vicende personali, ti sono capitati alcuni episodi spiacevoli, ma a noi donne ne capitano in proporzione enormemente maggiore, te l'assicuro.

Comunque siete già organizzati, avete il vostro movimento mra; così come noi abbiamo il femminismo, che non è un movimento che combatte la violenza generalizzata, ma le dinamiche di oppressione maschile sul sesso femminile.
Non sei d'accordo? Me ne farò una ragione.

Anonimo ha detto...

Tu sei un uomo. Un uomo delirante che mette becco sulla questione delle donne. Perché non vai da un bravo medico, invece di definirti donna? Sei pure misogino. Non mi stupisco.

Erika ha detto...

Io sono una donna come te lo vedi che sei ignorante? Non è la vsgina che fa la donna. Ci sono tante persone omosessuali e transessuali che subiscono violenze con percentuali altissime eppure il programma di RAI 3 condotto da Veronica pivetti parla solo di donne genetiche.

Rita ha detto...

P.S.: per l'anonimo che dice che anche gli uomini subiscono violenza da parte delle donne:

"ti ricordo che la violenza è brutta per tutti, e la possibilità di venire violentata per una donna è la stessa che ha un uomo di venire aggredito nella stessa strada buia di cui parli."

Tu sembri non considerare qui che l'aggressione e violenza che può subire un uomo in una strada buia è sempre da parte di altri uomini.
Le donne hanno il triplo di esposizione alla violenza, cioè il rischio di essere aggredite per furto, rapina ecc., e in più quella di essere molestate e stuprate.

Questo artificio di non specificare i motivi della violenza e gli agenti della violenza con me non funziona.

A commettere stupri sono sempre uomini, a molestare e picchiare sono in percentuale maggiore gli uomini, e così anche a picchiare per furti e rapine.
Gang di donne che entrano negli appartamenti e picchiano, ammesso che esistano, sono rarissime.

E comunque, la violenza di un sesso sull'altro è maggiore, nella fattispecie quella del sesso maschile su quello femminile. Vedasi femminicidi e stupri.

Rita ha detto...

Gli uomini al massimo possono subire aggressioni a scopo di rapina o violenza omofobica. In entrambi i casi, non sono le donne che aggrediscono, ma altri uomini.

Il femminismo combatte il maschilismo, il machismo tossico, proprio il tipo di cultura che poi comunque conduce all'omofobia.

Erika ha detto...

Le persone transessuali sono donne esattamente come le altre la moderna psichiatria ha stabilito che l' identità di genere è situata nel cervello, non fra le cosce.
P.s. non sono l ' unica donna antiabortista, siamo parecchie.

Erika ha detto...

La moderna psichiatria ha stabilito che l' identita' di genere risiede nel cervello e le persone transessuali sono donne ( o uomini nel caso degli ftm ) esattamente come tutte le altre. Purtroppo siccome condanno l' aborto vengo considerata uomo ma questo fa capire l' ignoranza. Questa si che è una molestia.

Erika ha detto...

La donna genetica non è più donna delle altre, non è più donna delle altre, è una donna come le altre. Non è l' orgamo genitale che fa la donna, tanto è vero che ormai è permesso cambiare sesso anche senza operazione.

Erika ha detto...

Una vagina non conta più dell' ano, ok? Sai quanti uomini sono stati violentati nell' ano e non ne fanno una questione di superiorità?

Erika ha detto...

L' omofobia è legata all' aborto proprio perché, come sottolineava anche Pasolini, proprio l" aborto va a rinsaldare il dominio della cultura che vede l' eterosessualità come qualcosa di indotto e imposto.

Anonimo ha detto...


Quando la Heard nel video dice "tanto crederanno a me", sa benissimo di cosa parla, sa che esiste un sessismo sociale dove se l'uomo è la vittima allora non ha lo stesso diritto della donna a denunciare, essere capito ed essere risarcito.
Questo andrebbe combattuto nella stessa misura in cui va giustamente combattuta la violenza maschile e tutta l'apologia che se ne fa. Leggo tanti uomini che condannano le violenze maschili, leggo poche donne che condannano quelle femminili (te ne linko una al fondo). Eppure l'unica via per la pace è lottare insieme per l'annientamento della discriminazione nella sua interezza, dove entrambe le parti sorvegliano sia loro stesse che l'altra parte.

I gruppi autoproclamati femministi che ho visto nella mia vita sono gruppi mediamente misandrici che nella migliore delle ipotesi denunciano gli abusi degli uomini sulle donne, nella peggiore delle ipotesi inneggiano ad una supposta supremazia femminile nei vari ambiti, farneticano teorie complottistiche sull'esistenza di una sorta di alleanza testosteronica mondiale chiamata patriarcato.
Rare come perle nere esistono delle sedicenti femministe che ammettono che esistono delle disparità in senso opposto a titolo personale.

Ora, parafrasando "i fascisti hanno anche fatto cose buone" dico: le femministe che non coincidono con posizioni misandriche sono da considerarsi eccezionali, per il resto il femminismo nel 2020 è un posizione razzista quanto il maschilismo.

E considero molto più utile alla parità dei sessi pensieri di donne come quella che ha scritto questo articolo:

https://videodromenews.com/article/amber-heard-johnny-depp-violenza?fbclid=IwAR0zjC7SY3fS8kYlEG39aw_TqCbx4h_poKjIBOCgP6Fdqlp7bNUMygIkffs

Erika ha detto...

Il femminismo è una cosa sbagliata tanto quanto il maschilismo. Sono culture violente entrambe.

Erika ha detto...

Maschilismo = uomini che si credono sto c....
Femminismo = donne che si credono sto c.....

Erika ha detto...

Maschilista = ho il pisello quindi sono Dio
Femminista = ho la vagina e quindi sono superiore

Erika ha detto...

Sono due facce della stessa medaglia: la cultura coitale eterosessista.

Rita ha detto...

@anonimo

I tuoi sono deliri da mra. Per il resto non hai saputo rispondermi sui dati delle violenze che le donne subiscono, da quelle basate sugli stereotipi, a quelle gravissimi.

Ancora una volta debbo constatare quanto, purtroppo, chi non è donna, non saprà mai rendersi conto del sessismo che si subisce ogni giorno, in ogni ambito.

Rita ha detto...

Senti Erika, smettila di fare propaganda antiabortista, sei pesante.
Ne abbiamo discusso a lungo, abbiamo espresso le rispettive posizioni, non mi interessa proseguire.

Sì, ci sono anche donne antiabortiste, ma io non sono una di quelle e ho spiegato perché; se è per questo ci sono anche donne intimamente misogine, che odiano il loro stesso corpo, ancelle del patriarcato.

Rita ha detto...

@ anonimo

P.S.: è evidente che la tua conoscenza del femminismo è molto scarsa o distorta.
IL femminismo combatte il maschilismo, la differenziazione sociale in base al sesso. Ho parlato di alcuni testi in diversi post precedenti, come Dalla parte delle bambine di Elena Belotti.

Nessuna femminista di mia conoscenza inneggia alla superiorità femminile.

In quanto alla tua negazione del patriarcato, è semplicemente ridicola: ti ricordo che la donna fino al secolo scorso nemmeno aveva accesso allo studio, né poteva votare, esisteva il delitto d'onore e passava dall'essere proprietà del padre a quella del marito; le donne che non trovavano marito o erano costrette ad andare in convento o a diventare prostitute, se di famiglia povera, oppure a lavorare dentro casa nella famiglia d'origine.

L'impossibilità di avere accesso allo studio, alla politica (una donna nemmeno poteva fare discorsi in pubblico), quindi di evolverci, di crescere intellettualmente, di maturare professionalmente, ci rendeva schiave a vita.
Ti ricordo che era considerato normale picchiare le mogli, le figlie.

Dunque, di cosa stai parlando? Il femminismo nasce per combattere tutto ciò e sebbene oggi abbiamo raggiunto la parità in molti campi, possiamo studiare e tutto, continuiamo a essere vittime di stereotipi culturali poiché gli stereotipi, le credenze, le idee interiorizzate da millenni sono duri a morire, persistono a lungo (grazie pure al linguaggio che li conferma e rafforza continuamente). Esattamente come avviene per lo specismo.

Negare il patriarcato significa essere ignoranti o guardare alla storia solo dalla propria posizione privilegiata di maschio.

Detto, questo, se vuoi continuare a discutere con me, sei pregato di metterci la faccia, nome e cognome. Io ce la metto, e sinceramente sono stanca di dar retta agli anonimi.

Rita ha detto...

@ anonimo

P.P.S:
che il patriarcato sia esistito, lo vediamo anche dal fatto che donna, una volta passata dalla proprietà del pater familias d'origine a quella del marito, prendeva il nome del marito. Di fatto era una sua proprietà. La donna non aveva patrimonio (se era ricca, quando si sposava, il padre lo passava al marito), non possedeva conto in banca, non lavorava, non studiava. Di fatto non contava, da sola, come singola.
Sappiamo bene come non avere accesso ai beni, al mondo del lavoro, allo studio, la rendeva di fatto schiava e comunque vulnerabile.

Poi ancora non mi hai risposto sull'industria del sesso, sul fatto che sia sempre stato considerato normale che uomini potessero comprare sesso approfittandosi dell'indigenza delle donne.

Non mi hai risposto sugli stupri, né sul fatto che ad aggredire, anche in caso di aggressioni omofobe, siano sempre uomini.

In quanto ai suicidi, depressione ecc., le donne ne soffrono quanto gli uomini, e in più subiscono la cultura maschilista che le oggettifica, le presenta come oggetti sessuali ecc.

Il Metoo ha rilevato anche tutte le molestie sul lavoro. Può succedere anche a parti inverse, ma in percentuali parecchio inferiori.

Se neghi tutto questo hai una visione davvero distorta, sei cieco, non sai mettersi nei panni degli altri, privo di empatia. Non voglio nemmeno definirti mra, ché le etichette lasciano il tempo che trovano; sei semplicemente un maschilista.
Detto questo, mi sono stancata di rispondere ad anonimi, come detto sopra.

Anonimo ha detto...

La psichiatria non modifica né la biologia né la genetica. E comunque, non ha stabilito che una donna è un concetto identitario. Una donna è un essere umano adulto di sesso femminile. Il fatto che tu "ti senta donna" non ti rende tale, dato che sei un maschio e, quindi, UOMO. Non è che basta delirare per essere ritenuto una donna. Gli psichiatri che si occupano delle persone nella tua condizione vi rendono coscienti del fatto che non cambierete mai sesso perché il sesso non si cambia, semplicemente vi fanno fare la transizione per farvi stare meglio, perché, avendo una mente che si dissocia da un corpo sano e funzionante, soffrite come qualsiasi persona affetta da una patologia mentale. Dunque occupati dei tuoi problemi, invece di avanzare pretese sui corpi delle donne, uomo misogino e disturbato.

Anonimo ha detto...

L'identità è una costruzione. Lo psichiatra non cambia né la biologia né la genetica. Fattene una ragione.

Anonimo ha detto...

Una donna non ha il pene, né un pene mutilato. Mettitelo in testa, disagiato che non sei altro. Sei un uomo delirante e con seri problemi.

Jep ha detto...

Io sono l'anonimo che finora ha lasciato tre commenti, tutti e tre sul caso Heard/Depp (il primo, l'ottavo e il ventesimo), non sono lo stesso che accusa non ho capito chi di essere un uomo delirante. Mi dissocio da quei commenti e non ne lascerò altri in questo post.

Erika ha detto...

Rita, che ti piaccia o meno, il feto è un animale, anche se imperfetto, e sei tu che dovresti difenderlo oppure smetti di essere animalista.

Rita ha detto...

Erika, l'antispecismo si occupa degli animali non umani. Più chiaro, così?

Comunque ti faccio notare una cosa: intervenire in modo assillante su un blog che tratta alcuni argomenti (e non altri) e contestare ogni volta le idee che l'autrice esprime chiaramente, si chiama trollare.