domenica 11 novembre 2012

Il trionfo del kitsch

A volte accadono cose che mi fanno sentire irrimediabilmente stupida. O incredibilmente intelligente. O imbarazzata anche. Dipende dai punti di vista. O anche, semplicemente, mi fanno sentire come se ci fosse una parte di realtà tutta nuova improvvisamente materializzatasi intorno a me che, per qualche ragione, non riesco minimamente a comprendere, nonostante gli sforzi. O forse è arrivato semplicemente il momento di prendere atto che sto invecchiando e che al gap generazionale non si sfugge, nonostante la voglia di tenersi costantemente aggiornati, nonostante internet, nonostante i social network che, almeno in teoria, dovrebbero distribuire uniformemente informazioni, mode, tendenze (non che delle mode e tendenze di per sé mi sia mai interessato qualcosa, ma semmai mi interessano sotto il profilo sociologico, per capire le reazioni della gente che mi circonda, per comprendere le nascite e diffusioni di un fenomeno).

Sto parlando del flash mob di ieri a Piazza del Popolo, Roma, che ha riunito ben 30.000 persone. Trentamila persone. E guardate che trentamila persone sono tante, eh? 
Trentamila persone rivolte verso il Pincio a ballare e cantare Gangnam Style, il noto pezzo del rapper sudcoreano PSY, il cui video è attualmente posizionato al secondo posto della classifica youtube dei più visti al mondo.
OK, la musica è sempre stata capace di riunire folle di persone, così come il calcio, tuttavia qui non si tratta di un concerto, o di un evento sportivo o musicale cui assistere, ma di un moto organizzato per cui 30.000 persone si mobilitano (da cui il termine flash mob) per mettere in atto qualcosa. Io posso capire benissimo ad esempio un rave, evento anch'esso capace di riunire decine di migliaia di persone, e lo capisco perché riunisce in sé tutta una serie di situazioni che da sempre attraggono i giovani (musica, ballo, droga, sesso, istanze libertarie e di ribellione al sistema ecc.). Un rave ha comunque una durata nel tempo e quando si diffuse, alla fine degli anni ottanta, esprimeva anche un significato ben preciso, veicolava una serie di messaggi: occupazione di stabili abbandonati o di spazi metropolitani periferici, autoproduzione musicale, critica dell'establishment musicale e culturale in genere e molto altro ancora.

Non mi pare che nel flash mob di ieri si veicoli invece una qualche forma di consapevolezza politica e sociale ed è questo a lasciarmi davvero incapace di comprenderne l'attrattiva. In più, nel guardare le foto ed il video di ieri provo una strana forma di disagio, di imbarazzo quasi. Non posso farci niente, ma le foto di quei ragazzi che si sono contorti al ritmo di Gangnam Style mi imbarazzano. 
Leggo che lo scopo ultimo sarebbe stato quello di entrare nel record per il flash mob più partecipato. Stabilire un record dunque. Leggo poi di commenti entusiasti, di gente che afferma di essersi divertita un mondo, di aver sperimentato qualcosa di davvero stupendo. 
Io capisco che trovarsi in mezzo a tanta gente che si riunisce tutta per lo stesso identico motivo abbia qualcosa di esaltante e di emozionante; un po' come quando ci si riunisce per manifestare, per un concerto, per qualsiasi altro evento, tuttavia non riesco ad assimilare il flash mob di ieri a qualcosa di significativo e costruttivo. Esprime qualcosa che mi sfugge e che non sono nemmeno sicura di poter comprendere qualora mi venisse spiegato. Leggo ed ascolto i commenti di alcuni ragazzi e nuovamente la prima sensazione che mi assale è imbarazzo.
Ora, non voglio fare la moralista, non voglio nemmeno dire come ho letto in alcuni blog che c'è qualcosa di strano se trentamila persone si riuniscono in una piazza per ballare un pezzo e rimangono indifferenti di fronte ai governi e alla banche che ci affamano, alle guerre, povertà diffusa ed indotta da meccanismi globali in parte voluti e pianificati a tavolino, alla privazione del diritto alla cultura, sfruttamento lavorativo, sterminio di miliardi di animali al giorno ed altro ancora. No, io non voglio esprimere un giudizio di tipo morale, ma solo estetico. La verità quindi è che l'evento di ieri lo trovo esteticamente imbarazzante. Trovo imbarazzante riunirsi in una piazza per ballare Gangnam Style, tutti a ripetere le stesse mosse, tutti sincronizzati con i propri smartphone. Un po' come i balli di gruppo. Ed io ho sempre trovato i balli di gruppo tremendamente tristi, imbarazzanti. Ecco, che differenza c'è tra il ballo di gruppo o l'evento di ieri? Entrambi sono l'espressione del kitsch più assoluto, ecco cosa sono. Trovo irrecuperabilmente kitsch alzare tutti le braccia allo stesso ritmo, alzare tutti gli stessi iPhone o smartphone simili sincronizzati sullo stesso brano, tutti a ripetere come una serie di automi la stessa gestualità, le stesse smorfie, espressioni.  
E quindi realizzo che quello che mi ha lasciata perplessa dell'evento non è stato tanto l'inutilità di esso (ossia l'aver riunito trentamila persone per ballare un pezzo e non magari per protestare contro il governo delle banche), quanto il ripetersi di una bruttura, la totale assenza di estetica, di originalità, la mancanza del gesto artistico. Il kitsch mi imbarazza più di qualsiasi altra cosa e il flash mob di ieri è l'apoteosi del kitsch.
L'estetica soltanto potrà salvare il mondo. Sarà per questo che sono diventata animalista ed anticapitalista: perché la violenza mi repelle e la riduzione della meraviglia di ogni individuo a numero ancor di più. 
 

29 commenti:

Massimo Caccia ha detto...

Masse vocianti, caos, musica sparata a palla per fare cosa?
Forse sono troppo vecchio per certe cose, ma la via della consapevolezza passa per altre strade.
Buona serata

Biancaneve ha detto...

Ciao Massimo,
pure secondo me la via della consapevolezza passa attraverso altre strade.
Mi sta bene che trentamila giovani occupino una piazza, mi sta bene pure che facciano caciara, che urlino, quello che vuoi, ma che sia per un fine, per un obiettivo, non solo per stabilire un record o riunirsi in maniera coatta tanto per dimostrare di essere capaci di farlo. E' la gratuità del tutto che trovo incomprensibile, oltre alla bruttura evidente.

Martigot ha detto...

Pensa che fino a questo momento neanche sapevo che esistesse l'espressione flash mob... :-)
Concordo con te, anch'io non riesco a capire cosa ci si possa trovare in manifestazioni del genere. E' davvero il trionfo del kitsch. Poi per carità, non è che bisogna sempre e soltanto fare cose impegnate, però un minimo di senso non guasta mai.

Un aneddoto su questo rapper sudcoreano. Ne ignoravo l'esistenza fino al gran premio di Corea di qualche settimana fa. Questo tizio lo hanno messo a sventolare la bandiera a scacchi alla fine della gara. Indossava una giacca con un collo dorato, una cosa tipo Las Vegas per intenderci, e poi aveva anche altri particolari abbastanza vistosi. Ora, il cronista della Rai lo ha presentato come il primo ministro coreano. Al che io ho pensato, ma guarda un po' questi coreani che razza di eccentrico primo ministro che hanno...Mi sembrava strano, però non si finisce mai di sorprendersi...Non ti dico quanto ho riso quando poco dopo ho scoperto che era in realtà un celebre rapper...

buona serata :-)

ivaneuscar ha detto...

L'estetica soltanto potrà salvare il mondo. Sarà per questo che sono diventata animalista ed anticapitalista: perché la violenza mi repelle e la riduzione della meraviglia di ogni individuo a numero ancor di più.
Sono perfettamente d'accordo... Ma d'altra parte non tutti hanno raggiunto il grado di consapevolezza (di analisi critica?) che consente di prendere le distanze da tutti gli stimoli e gli incentivi disseminati qua e là sul nostro percorso quotidiano, che spingono fortemente verso l'inserimento dell'individuo in un qualche "aggregato", non affinché l'individuo accentui le proprie capacità e potenzialità (quando l'aggregazione serve a questo, nulla da eccepire), ma affinché si annulli e "lasci fare alle cose", alla corrente...
In questi ultimi anni mi è capitato di assistere alla "resistibile ascesa" del flash mob; inizialmente una curiosità, poi una moda e adesso quasi un "must", un dovere sociale per alcune generazioni, una maniera per "riconoscersi".
[Continuo]

ivaneuscar ha detto...

Ogni fenomeno sociale (o artistico, ecc.) ha pretese di novità e di originalità, e il flash mob, a partire dalla scelta stessa del nome, non fa eccezione. I giovani che lo "praticano" sembrano convinti di "mettere in scena" in piazza, attraverso il loro bel flash mob di turno, una trovata nuova, che li distingue dal punto di vista generazionale rispetto a una realtà (sociale, politica, economica) dalla quale si sentono esclusi (perché "consegnata" da altre generazioni, o per altri motivi...). Peccato però che il flash mob sia stato già sperimentato, con ben altro impatto culturale e ben altra "estetica", negli anni della Contestazione per antonomasia, dalla metà degli anni Sessanta a metà degli anni Settanta. A quel tempo non lo si chiamava flash mob, bensì happening, e già il nome, come dicevo, rimanda a contenuti ben più "rivoluzionari", dal punto di vista estetico e politico. Rimanda al situazionismo, rimanda a Fluxus, al Living Theatre, a certi concerti di musica d'avanguardia... Insomma, c'era provocazione col coinvolgimento del pubblico e degli "ignari astanti", ma si basava su un'idea precisa di espressione artistica o di intervento politico. Il flash mob invece è ciò che rimane dell'happening dopo averlo svuotato dei suoi contenuti più "scomodi" e averlo reso un innocuo giocattolo buono per dare qualche ora di distrazione alle "masse". Penso che il "caso" del flash mob si possa ricondurre all'analisi che tempo fa avevo fatto in un mio post su "tempo libero" e "tempo liberato".
Ciao, è sempre un piacere leggerti! :-)

Biancaneve ha detto...

Ciao Martigot,
sì, in effetti a lasciarmi perplessa non è tanto il fatto che si sia trattato di un "evento" non impegnato perché, per carità, capisco anche il divertimento fine a sé stesso (appunto dell'andare ad un concerto, anche allo stadio, o in discoteca, ad un rave, tutte situazioni che peraltro quando ero più giovane ho vissuto spesso e volentieri), quanto che sia stato del tutto privo di senso. Insensato, brutto esteticamente, quanto può esserlo appunto un ballo di gruppo in un villaggio organizzato. :-D

Il flash mob comunque può venire usato anche per dimostrazioni più significative e può avere una sua legittimità. Ad esempio, sempre a Roma (noi non ci facciamo mancare mai niente) di recente ne è stato messo in pratica un altro per contestare il divieto di Alemanno di mangiare in luoghi pubblici: quindi centinaia di persone si sono riunite in una piazza mangiando di tutto e di più; o anche, se non ricordo male, ne è stato organizzato un altro da studenti per esprimere proteste contro il governo.
Leggo inoltre su Wikipedia che la natura del flash mob non deve comunque avere un fine politico, ma di spettacolo, e quindi in questo senso rientra il caso di sabato che, purtuttavia, continuo a trovare brutto ed inutile.

Quanto al rapper in questione, pensa che il suo video ha raggiunto in poco tempo non so quante visualizzazioni, e sì, ha una certa popolarità in Corea e non solo. Fenomeni per me incomprensibili. :-)

Buona serata a te. :-)

Biancaneve ha detto...

Ciao Ivaneuscar,
quanto tempo... è sempre stimolante leggere i tuoi interventi.
Hai ragione, hai detto una cosa giustissima: ciò che rende il flash mob qualcosa privo di senso è che è uno strumento completamento svuotato della carica eversiva che pure potrebbe contenere. Così è diventato un giocattolo, l'ennesimo giochino di massa proposto, anziché per attivarsi concretamente e politicamente (politica sempre intesa nel suo senso ampio, quindi come l'agire in società per modificarla), solo per tener buoni e distrarri i giovani. Un po' come Facebook, che pure in sé potrebbe contenere un potenziale enorme. Pensa negli anni settanta, quando c'erano ben altri fermenti culturali e politici, quanto avrebbe comodo una diffusione dell'informazione come abbiamo oggi, eppure oggi viene usata per cosa? Per veicolare tendenze superficiali, mode, pura apparenza.
E poi ricordi giustamente che questo fenomeno non è nemmeno nuovo, ma solo ripropone, dopo essere stato svuotato nei contenuti, qualcosa già noto, appunto l'happening, il Living Theatre ed in generale tutte le performances di strada volte a veicolare un qualche messaggio artistico e politico.
A me hanno fatto un po' tenerezza quei giovani, una tenerezza appunto, come ho scritto, imbarazzata, di un imbarazzo scaturito dall'osservazione di un qualcosa completamente privo di consapevolezza, prodotto coattivamente. E del resto ogni riproduzione di una moda, di una tendenza è solo la riproduzione coatta di un qualcosa che finisce per essere svuotata di qualsiasi contenuto.
Grazie Ivaneuscar, devo ancora leggere i tuoi ultimi articoli sul tuo blog, verrò a farti visita quanto prima. :-)

Giorgia Percosasiamonati ha detto...

Non hanno più vino, non hanno più niente da mangiare. Quei ragazzi sono in cerca di qualcosa che li tenga vivi, un motivo qualsiasi per alzare il ritmo delle pulsazioni. Qualcosa di cui gioire davvero. Per tutto ciò che hanno attorno è scontato, non emoziona più perchè a portata di mano. E nessuno ha parole in grado di accendere sogni. Così ci di-vertiamo, con qualsiasi cosa sia in grado di ingannare la nostra sete di infinito.

Emmeggì ha detto...

Ballare insieme ad altre persone ti rende un unico corpo. Certo, gli orizzonti di questa danza commerciale sono diversi da quelli di una sana dance anni '70, dal "pulviscolo" stellare sonoro dell'elttronica più ricercata o dalla travolgente tecno che ancora risuona in alcuni capannoni rievocando il Vuoto...Insomma, capisco il tuo imbarazzo, Rita, anche per sta fissa dei telefoni con cui "riproiettarsi", ma capisco - e condivido! - l'energia (senza senso "logico" forse, ma questo -anche- siamo) del farsi musica insieme agli altri.

de spin ha detto...

E' difficile capire se sti ragazzi sono delle vittime o se sono davvero imbecilli.
Di imbecilli ne vedevo molti anche al Leoncavallo o a Forte Prenestino "ai miei tempi", ma certamente lì anche gli imbecilli apparivano più belli.

L'estetica. E' fondamentale, In quello che mangi. Nella musica che ascolti. La correlazione tra estetica e vegetarianesimo/veganismo è molto importante.

Il vuoto culturale imposto a sti poveri cristi dai media è mostruoso. Però, dai, sono anche un po' imbecilli. Fare tutti le stesse mossettine...provo anche io imbarazzo.

Biancaneve ha detto...

@ Giorgia

Ma io capisco il bisogno di divertirsi, anche per le ragioni che indichi tu, non è quello che contesto, è che l'ho trovato un "evento" proprio ridicolo.

@ Emmeggì

La sensazione che dici tu credimi che è proprio un'altra cosa. Infatti i rave li capisco, lì davvero ognuno balla individualmente e però al contempo è come se si sentisse parte di un unico ritmo. Nel flash mob di sabato ci ho visto invece solo un'aggregazione commerciale. Per farti un esempio, se invece di ballare gli avessero detto di fare tutti un'altra cosa sarebbe stato lo stesso. Poi davvero ormai questo riprendersi col telefonino è come se in un certo senso gli impedisse di vivere il momento perché tutto è in funzione del condividerlo su FB, youtube o altro. Sono lì, ma in un certo senso non ci sono, pensando già al dopo.

@ De Spin

Mah, un po' sono vittime, indubbiamente, un po' secondo me non hanno proprio consapevolezza. Sai, l'intelligenza, se non la si sa usare, è come non averla, e così le risorse a disposizione. Oggi questi ragazzi sono fortunatissimi perché hanno fonti di informazioni infinite grazie ad internet, eppure non ne usufruiscono per soddisfare la curiosità perché, semplicemente, non hanno curiosità. Dico sempre che quello che conta è essere curiosi, più che avere "cultura".
E invece riproducono concetti svuotati di ogni contenuto, solo perché fa tendenza ecc..

Prendi per esempio la moda dei tatuaggi: oggi praticamente non c'è un ragazzo che non si faccia tatuare, ma è solo per moda, per un apparire conforme a certi canoni. Poi domani non andrà più e si passerà ad altro. E' questo consumismo estremo di tutto che contesto. Questo usa e getta di qualsiasi forma e contenuto.

Dinamo Seligneri ha detto...

Io sono andato, assieme a mio fratello anonimello, ci siamo divertiti un mondo, non avevamo mai visto tanta gente abbiamo ballato tutto il giorno la vita è quella

vegana ha detto...

Condivido pienamente il tuo pensiero, ma credo che non occorrano molte analisi per capire questo fenomeno, c'è una parola che sintetizza ed identifica bene il tutto (idiozia) ovvero atti di chi è stupido, privo di senno, incapace di ragionare, ignorante, scemo, imbecille ecc... (traccani insegna)

E' come cercare di dare un significato sul perché di quanti stanno in fila tutta la notte per vedere o comprare il nuovo iPhone, in questi casi c'è poco cervello quindi anche poco da analizzare :D

Biancaneve ha detto...

@ Dinamo

ahahahhaha, mannaggia a te, mi hai fatto andare il caffè di traverso per la risata che mi hai strappato. :-D

(t'ho visto infatti nel video, eri quello che mentri ballava diceva pure "ciao mamma").

Biancaneve ha detto...

@ vegana

Mi sa che c'hai ragione. Però trentamila persone sono tante, eh...

sì, anche quella dello stare in fila tutta la notte per l'iPhone è un fenomeno che sfugge totalmente alla mia comprensione. :-D

Dinamo Seligneri ha detto...

:))) Nel video mi vedo, ma non benissimo... oh, eravamo un milione di persone... la prossima volta venite pure voi che ci divertiamo... state sempre a raggionà, ma vivete la vita lasciatevi andare... c'ha ragione Giorgia, non abbiamo niente da mangiare, niente da bere, niente soldi, abbiamo solo degli iPhone ultima generazione che non sono commestibili, dei pass per la discoteca che non sono potabili... siamo sul lastrico. sogniamo solo un meteorite che ci entri in testa... ma che cazzo ne capite voi intellettuali sempre a parlà di primarie... ma va va

Biancaneve ha detto...

Evabbè Dinamo, la prossima volta, tu e il tuo fratello gemello fatemi un fischio, anzi, c'avete l'Iphone, contattamemi in qualche modo, vengo pure io, c'hai ragione, io so' vecchia dentro, sempre a raggionà sul mondo, e sulla vita, la morte e quello e quell'altro. E invece è tanto semplice, se dovemo da divertì, come ha detto l'organizzatore del flash mob :"voglio che i romani si divertIno" (sic!) e noi se divertiremo.
Al prossimo flash allora, tu porta l'iPhone, io l'Ipad, e stamo apposto.

Biancaneve ha detto...

P.S: dimenticavo

Parola d'ordine: dobbiamo essere tutti PAAAAAAZZZZZIIIIII!!!!

Biancaneve ha detto...

http://video.repubblica.it/edizione/roma/gangnam-flashmob-gli-organizzatori-vogliamo-solo-divertirci/110368/108752

("noi vogliamo che umani e anche non umani se divertino con noi")

ohh... questa m'era sfuggita, pure antispecisti so' questi. Allora la prossima volta me tocca annacce pefforza! :-D

Nicoleta_B ha detto...

Concordo con te 100%

Nico

www.nicoleta.me

Dinamo Seligneri ha detto...

finalmente Biancaneve... ti contatterò. grazie che ci capisci.

Biancaneve ha detto...

E comunque, parlando seriamente, la cosa che più mi fa tenerezza (una tenerezza imbarazzante) di questi giovani è che si credono di essere pazzi, di fare cose pazze, eversive, rivoluzionarie, nuove, quando invece non si rendono conto di essere tutti perfettamente inquadrati come tanti soldatini manovrati dall'alto; tutti con l'iPhone o simili, tutti con gli stessi tatuaggi, tutti a sentire la stessa musica, a fare gli stessi balli. Si sentono pazzi perché ballano in una piazza o perché magari tirano tardi fino all'alba in discoteca. E poi dentro sono conformi alle regole più che mai.
Ma poi che vuol dire "essere pazzi"? Divertirsi?

Marco Maurizi ha detto...

la bellezza salverà il mondo. Giusto, giustissimo. E la sua condanna fa tutt'uno con la sua desolante bruttezza.
Dovremmo parlare di più di questo perché oltre alla verità delle cose - che esiste ed è ciò senza la quale l'oppresso rimane senza nome e senza difese - esiste anche una bellezza che va salvaguardata dal relativismo interessato del potere. Brava!

Biancaneve ha detto...

@ Marco

:-) Grazie. E del resto lo diceva anche il poeta Keats che "Beauty is Truth and Truth is Beauty".

Rimanendo in tema antispecista, cosa c'è di più bello degli animali liberi e quanto di più brutto degli zoo? L'anima(le) imprigionata è proprio un concetto brutto esteticamente.

Volpina ha detto...

I don't want to live in this planet anymore.

Biancaneve ha detto...

A Londra li fanno i flash mob, Volpina? :-D

Come stai? Tutto bene?

Volpina ha detto...

Penso di si, ma non mi interessano queste cose stupide...

Volpina ha detto...

Scusa, ti ho risposto mentre stavo parlando con i miei... non ho nemmeno pensato a quello che scrivevo. Sicuramente ci sono ma come ti ho già detto queste cose stupide non mi interessano.... fossero per gli animali, sicuro, ma questi no.
Io me la cavo alla grande, vorrei avere più tempo, qui lavoro di più che in Italia, ma forse è un bene, così non penso troppo!!! Voi come state? Il mio Claudiuccio come sta? Hahahaha

Biancaneve ha detto...

Facciamo un flash mob per gli animali :-D (avrebbe un senso).

Scherzi a parte, mi fa piacere che stai bene, peccato che lavori tanto, ma i primi tempi che si sta in un paese nuovo si sa che è dura, se poi deciderai di rimanere potrai sempre cercare altro, no?
Noi bene, Claudiuccio anche penso, è un po' che non lo sento, ma di sicuro se sente che lo chiamiamo così è la volta buona che ci toglie il saluto per sempre. ;-)