venerdì 21 febbraio 2014

Lady of Shalot


Amo i Preraffaeliti e questo di Waterhouse è uno dei dipinti che preferisco; si tratta di The Lady of Shalot, tratto dall'omonimo poema romantico di Tennyson. La leggenda narra di questa donna che vive in una torre sull'isola di Shalot, nei pressi di un fiume, vicino a Camelot (il castello di Re artù), vittima di una maledizione: se guarderà direttamente verso Camelot morirà, così non le rimane che osservare la realtà solo attraverso uno specchio, per poi riportare ciò che vede su una tela. Un giorno però, vedendo Lancillotto, sempre attraverso lo specchio, si rende conto di quanto la sua esistenza, passata a osservare il mondo solo attraverso le immagini riflesse e mai vissuta pienamente, sia vuota, inutile e priva di stimoli, quindi, stanca della sua condizione, decide di uscire dalla torre e di dirigersi verso Camelot; ma così facendo, anche incontro alla morte. 
La barca approda sulle rive del castello quando il suo corpo è già freddo; accanto, la tela su cui aveva tessuto la vita riflessa nello specchio.
Il dipinto di Waterhouse ce la restituisce appunto nel momento in cui lei si avvia verso Camelot attraverso il fiume. Lo sguardo determinato di chi sta andando incontro al proprio destino.
L'attimo di un destino particolare così fissato sulla tela diviene al tempo stesso paradigmatico di ogni destino perché il viaggio verso la morte è implicito nel vivere.

(In questi giorni in esposizione a Roma al Chiostro del Bramante).

7 commenti:

Giovanni ha detto...

che metafora! guardare la realtà solo attraverso uno specchio, è comme guardare la realtà oggi solo dai social forum, o da internet, per non dire dalla tv.... invece, occorre tuffarsi, approdare a qualche riva, anche a costo della vita, ma VIVERE. come sempre, stiamo parlando di coraggio (mi torna in mente thoreau): in fondo, di vita moriremo tutti, prima o poi :)

Erika t ha detto...

Non tutti sono forti allo stesso modo, non tutti hanno il coraggio certe volte si preferisce morire

Rita ha detto...

Erika, tanto si muore sempre e comunque, il morire è implicito nel vivere stesso. Capisco però quello che vuoi dire, a volte non ce la si fa proprio più a sopportare il peso del vivere, quando si fa insostenibile...

Rita ha detto...

Giovanni, esatto, di vita si muore tutti, prima o poi. ;-)

Rita ha detto...

P.S.: interessante l'analogia della vita riflessa nello specchio con quella che si esprime attraverso i social.

Erika t ha detto...

Rita volevo dire che certe volte nella vita si hanno davanti dei leoni, delle belve feroci contro cui la battaglia è persa in partenza, in quel caso è meglio attendere di trovare altre vie, certo è terribile non poter far nulla e subire ma purtroppo l' altra scelta è morire, quindi subire o morire??? Intanto subisco e spero nel futuro.... non mollo.... e comunque chi fa del male andrà all' inferno e la pagherà

Erika t ha detto...

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