mercoledì 8 giugno 2016

Masse

(foto del corteo parigino di sabato 4 giugno 2016 per chiedere la chiusura di tutti i mattatoi)

Avete presente quel curioso fenomeno sociale per cui più un locale è pieno e c'è fila fuori e più la gente vuole andarci perché pensa "eh, se c'è così tanta gente dev'essere un posto figo"? Lo stesso accade ai banchetti animalisti per la raccolta firme di qualche petizione: ci sono momenti in cui non c'è nessuno e altri in cui basta che si fermino una o due persone per formare la fila.
Lo stesso accade ai cortei, manifestazioni, presidi, anche nei confronti di chi ci guarda dall'esterno. 
Più siamo e più diamo l'impressione che si stia partecipando a qualcosa di importante, qualcosa cui bisogna per forza quanto meno interessarsi e così le persone si avvicinano e chiedono.
Questo è valido non solo sul momento, ma anche come strategia per rendere la nostra lotta più accettata a livello sociale.
Anni fa la gente ci prendeva per matti e ci liquidava come "pazzi estremisti", ma poiché il pensiero di molti si forma su quello che fa la maggioranza, se a fare attivismo saremo sempre di più e formeremo masse trascinanti di persone, allora è probabile che la percezione del nostro movimento dall'esterno cambi nettamente.
Consenso sociale è la parola chiave e si basa sui numeri.
La persone penseranno: se così tanti si stanno occupando dei diritti degli animali e addirittura si scomodano a scendere in piazza, allora è davvero una cosa importante.
La massa segue, non pensa, non sceglie.
Noi dobbiamo trovare il modo per aumentare di numero così da dare almeno l'impressione di essere in crescita.
Avete visto il film "Selma - La strada per la libertà"? Alle prime marce erano in pochi, ma quando i media hanno ripreso gruppi sempre più numerosi di persone, allora tutti si sono uniti, non solo afroamericani, ma tutti quanti.

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