martedì 7 gennaio 2020

Ideologia invisibile

Lo specismo è un'ideologia invisibile che ci viene propinata tramite inculturazione (trasmissione della cultura in cui viviamo di generazione in generazione); trattandosi di discorsi, narrazioni, pratiche e contenuti naturalizzati e normalizzati e quindi, ribadisco, non percepiti come una propaganda ideologica, ma come un qualcosa di astorico e di giusto e di valido, è molto difficile identificarli, riconoscerli, vederne gli effetti e immaginarne le conseguenze.
Lo specismo non riguarda soltanto la questione degli allevamenti e dei mattatoi, ma la maniera che abbiamo di relazionarci con gli altri animali e di considerarli, escludendoli dalla sfera morale. Non sono individui degni di essere pensati, soccorsi, curati, riconosciuti, considerati. Sono esseri inferiori, cose, risorse o al massimo una massa indistinta sullo sfondo di quel set che chiamiamo "natura".

Per questo lo specismo non è soltanto una questione di potere e di sottomissione, di schiavitù e uccisione, ossia di controllo dei corpi, ma anche di ontologia, di morale, di etica, di epistemologia.
Lo specismo concerne il modo in cui rappresentiamo e definiamo noi stessi in rapporto all'alterità degli animali, di cui non ci sentiamo parte. E, di converso, il modo in cui rappresentiamo e definiamo gli altri animali, anche simbolicamente, metaforicamente, attraverso il linguaggio, l'arte ecc. Ogni produzione culturale (tutto ciò che produce la nostra specie, economia, politica, arte, sistema giuridico) è specista, di default. Ed è questo che dobbiamo cambiare.
Se anche domani venissero aboliti mattatoi e allevamenti per una qualche ragione (perché impattano a livello ecologico o perché passa l'informazione che mangiare animali fa male) rimarrebbe irrisolta la questione del nostro rapporto in generale con gli animali e quindi dello specismo. Che poi ci si debba concentrare su questi perché sono pratiche aberranti (come quella della vivisezione) in cui perdono la vita miliardi di individui al giorno è un altro discorso ed è ovvio che da qualche parte si debba pur partire e che si cominci dalle questioni più evidenti e macroscopiche, ma bisogna essere consapevoli del fatto che lo specismo sia anche altro.
Finché la vita del singolo gatto, uccellino, lumaca, topo non sarà considerata degna di considerazione al pari di quella di un essere umano e quindi rimarrà intatta la gerarchia del valore dei viventi con in cima la nostra specie, non avremo debellato lo specismo.
Tutto ciò che va in un'altra direzione non ci aiuta. I piccoli passi aiutano solo se vanno nella direzione della lotta allo specismo.

Nessun commento: