sabato 18 marzo 2017

Strategia amica mia


Avere una strategia economica è fondamentale perché gli animali si sfruttano per profitto, mica per odio o sadismo. Quello è secondario, è venuto dopo. Ovvio che dopo secoli in cui gli animali sono stati visti come mere risorse rinnovabili - materia prima a costo basso rispetto al profitto (come era una volta per gli schiavi) - poi si è prodotta la dissociazione cognitiva e tutti abbiamo iniziato a vederli solo come merci. A quel punto si può dire che abbiamo iniziato a produrre, come specie, una cultura pienamente carnista e a considerare altre specie solo come animali da redditto.
Come si inverte il processo? Lavorando sulla cultura a tutto tondo, e per cultura intendo qui quell'insieme di attività che la nostra specie produce, compresa l'economia, non solo la filosofia.

Riassumendo: vero che dobbiamo cambiare dal punto di vista culturale in senso ampio la considerazione che abbiamo degli altri animali (quindi dobbiamo lavorare a livello di etica, filosofia, linguaggio, letteratura, tutto insomma), ma è anche vero che questa distinzione ontologica si è prodotta nei secoli dopo che abbiamo iniziato a sfruttare gli altri animali per profitto, di fatto negando loro l'individualità. E a forza di fare una cosa, cambia la percezione che abbiamo di un determinato soggetto. A forza di sfruttare gli animali non abbiamo saputo far altro che vederli come oggetti, ma è anche vero che tutto questo è accaduto per motivi essenzialmente economici e quindi dobbiamo cercare strategie utili per mettere in ginocchio il settore degli allevamenti intensivi.
Perché solo quelli intensivi? Perché, come spiegavo nel post di ieri, di fatto, ossia concretamente (non solo quindi perché costituiscono una menzogna dal punto di vista etico), quelli estensivi non sono realizzabili concretamente, trattasi di pura utopia in quanto non riuscirebbero mai a soddisfare l'attuale richiesta di carne. Per poterlo farlo bisognerebbe convertire a pascolo tre quarti della superficie terrestre (dati alla mano: è spiegato benissimo in Cowspiracy). Ciò è semplicemente irrealizzabile. 

E ovviamente dobbiamo insistere nel dire che tutti gli animali allevati, a prescindere dal tipo di allevamento, finiscono fatti a pezzi nei mattatoi. Fatto che costituisce un'ingiustizia massima di per sé. 

Poi aggiungo una considerazione personale, ma che la dice lunga sui meccanismi psicologici delle persone. Io stessa e altri siamo diventati vegani dopo una serie di passaggi mentali. Dapprima abbiamo messo in discussione gli allevamenti intensivi. Ci sembravano il male assoluto, Poi abbiamo capito che l'ingiustizia è nel concetto di allevamento e sfruttamento in sé degli altri animali.

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