mercoledì 8 agosto 2018

Come animali al macello


Vederli mentre stanno per varcare l'ingresso del mattatoio è un trauma che ogni volta si rinnova perché nel quotidiano noi comunque tendiamo a rimuovere questo pensiero, il pensiero che ogni momento vengono uccisi migliaia di individui senzienti per diventare salsicce, bistecche ecc.. Lo rimuoviamo altrimenti impazziremmo. Tendiamo anche noi a vederli come numeri. Poi invece quando sono lì, dal vivo, davanti a noi, li vediamo come individui singoli, ognuno con le proprie emozioni e carattere e questo, insieme all'impotenza di non poter far nulla sul momento, ci lascia annichiliti.

Il fatto che non si possa far nulla sul momento però non significa che siamo o dobbiamo restare sempre impotenti. Dobbiamo iniziare a pensarci come massa, seppur per il momento molto esigua, capace di lottare, contrastare, ostacolare, danneggiare la spietata macchina del dominio e del capitalismo che monetizza i viventi.

Quest'ultima frase mi conduce a un'altra immagine, ugualmente devastante. L'altro ieri, in un incidente, sono morti degli immigrati che stavano tornando da un campo dove erano stato condotti la mattina stessa per raccogliere i pomodori per qualche centesimo all'ora. La foto di queste persone tutte ammassate viene commentata così dai media: "Esseri umani trattatati come bestie verso il macello, ammassati, in piedi, senza nessun tipo di sicurezza e che vengono trasportati a bordo di mezzi vecchi, spesso anche rubati".

Non c'è differenza, se non nella diversa destinazione d'uso. Gli animali non umani vengono ammassati nei tir diretti al mattatoio per poi essere trasformati in prodotti. Gli immigrati venuti qui con la speranza di una vita migliore, in cerca di un riscatto, di un'esistenza degna di essere vissuta, vengono ammassati nei tir per poi essere schiavizzati per pochi centesimi. 
Il meccanismo di fondo che regola le loro esistenza è lo stesso: la monetizzazione. Sono corpi che il capitalismo vuole monetizzare e sfruttare fino all'ultima goccia di sangue o di sudore.
E anche loro, gli immigrati, tendiamo a vederli come numeri, mai come individui con una loro storia, una famiglia, un passato, la speranza di un futuro. 
Parliamo di questi fenomeni sociali, la questione animale, l'immigrazione, in astratto, troppo spesso dimenticando che abbiamo a che fare con persone, umane o non umane che siano.

3 commenti:

Erika 4567 ha detto...

È una cosa vergognosa, tanto più che oggi i supermercati e i discount traboccano di alternative vegetali alla carne.

Erika 4567 ha detto...

" il primo che, cintato un terreno, pensò di affermare, questo è mio, e trovò persone abbastanza ingenue da credergli fu il vero fondatore della società civile. Quanti delitti, quante guerre, quante uccisioni, quante miserie e quanti orrori avrebbe risparmiato al genere umano colui che strappando i paletti o colmando il fossato, avesse gridato ai suoi simili: “Guardatevi dall’ascoltare questo impostore. Se dimenticate
che i frutti sono di tutti e che la terra non è di nessuno, voi siete perduti”.»
Jean Jacques Rousseau

Erika 4567 ha detto...

Aveva ragione Rousseau, la società civile ci sta distruggendo: plastica negli oceani, acqua avvelenata, poveri senza nulla, ricchi che pensano solo a divertirsi e inquinare, animali usati come oggetti, è una specie di inferno dove tutti consumano sporcano sfruttano e schiattano